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di Fabrizio Caccia

Corriere della Sera, 24 giugno 2024

Le rivelazioni a Giletti. “Agli italiani non andavano consegnati i tracciati radar”. “Finalmente dopo 44 anni, anche se tardi, chi ha voglia comunque di raccontare il ruolo che ha avuto, da uomo delle istituzioni, fa solo il proprio dovere”, dice Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica. L’ex senatrice Ds, che nel disastro del DC-9 Itavia del 27 giugno 1980 (81 vittime, tra passeggeri ed equipaggio, nessun superstite) perse suo fratello maggiore, Alberto, commenta così le anticipazioni dello speciale di Massimo Giletti Ustica: una breccia nel muro che andrà in onda domani sera alle ore 21.20 su Rai Tre.

Il giornalista, tornato in Rai dopo 7 anni a La7, ha intervistato in esclusiva l’ex addetto militare in servizio all’ambasciata francese a Roma alla fine degli anni 80, che fa rivelazioni importanti: furono i suoi superiori militari francesi - dice l’uomo nel colloquio videoregistrato - a ordinargli nel 1990 di non consegnare ai colleghi italiani dello Stato maggiore dell’Aeronautica i tracciati radar della base aerea di Solenzara, in Corsica, relativi alla sera del 27 giugno di 10 anni prima. “Mi fu detto di riferire che la base era chiusa e il radar di Solenzara era in manutenzione”, confessa oggi a Giletti l’ex addetto francese. Una bugia.

Un particolare che, se confermato, si aggiungerebbe all’ipotesi formulata un anno fa dall’ex premier, Giuliano Amato, che sostenne che il DC-9 fu distrutto per errore da un missile francese destinato a uccidere il dittatore libico Muammar Gheddafi, in volo nel Mediterraneo quella sera a bordo di un Mig. “Adesso l’Eliseo può lavare l’onta che pesa su Parigi”, disse Amato. Subito, durissimo, intervenne il ministero degli Esteri francese, rigettando le ombre: “Su questa tragedia la Francia ha fornito ogni elemento in suo possesso ogni volta che le è stato chiesto”.

Di sicuro, però, la base francese di Solenzara la sera del 27 giugno 1980 era aperta e operativa, come dimostrò già 10 anni fa la Procura di Roma, che riuscì a rintracciare 14 ex militari dell’Armée de l’Air che erano al lavoro.

Ma c’è di più: nello speciale in onda domani sera è previsto anche il contributo esclusivo di un militare italiano dell’Aeronautica (l’identità non sarà svelata per tutelarlo) che era in servizio quella sera di 44 anni fa “in una base radar segreta” interessata dalla rotta del DC-9 (Bologna-Palermo) e che avrebbe deciso di dire quello che vide alle 20.59 quando l’aereo Itavia precipitò nel tratto di mare compreso tra Ponza e Ustica. “Continuiamo a dire che manca un pezzo di verità”, chiosa speranzosa Daria Bonfietti.

Lo speciale di Giletti verrà trasmesso, non a caso, da Bologna, da dove partì il DC-9 e dove c’è il museo per la memoria di Ustica che custodisce i resti dell’aereo. Con 81 lampadine sospese (e flebilmente pulsanti) installate dall’artista francese Christian Boltanski, a simboleggiare il battito dei cuori delle vittime.