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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 23 dicembre 2020

 

Tra le categorie alle quali il vaccino anti Covid 19 sarà somministrato prioritariamente figurano medici e infermieri, ultrasessantenni, malati cronici, pazienti affetti da più patologie, addetti ai servizi essenziali come insegnanti e forze dell'ordine e chiunque viva in condizioni nelle quali non possa essere garantito il distanziamento fisico. Tutti loro, tranne la comunità penitenziaria.

Un allarme che ha lanciato recentemente il Garante regionale e presidente della rete dei garanti territoriali Stefano Anastasìa e raccolto da varie organizzazioni, da Antigone fino all'Unione camere penali italiane. A renderlo noto in Parlamento con una interrogazione è stata la senatrice a vita Liliana Segre, richiedendo che vengano inseriti anche i detenuti.

Ma è il deputato Riccardo Magi di + Europa e già segretario nazionale di Radicali Italiani che ha depositato - collegandolo alla legge di bilancio - l'ordine del giorno sulla questione e oggi sarà votato. Magi chiede di impegnare il governo ha predisporre un piano operativo per la vaccinazione dei detenuti e del personale che lavora nelle carceri, inserendoli sin dall'inizio fra le categorie sottoposte con priorità alla campagna di vaccinazione per la prevenzione delle infezioni da SARS- CoV-2.

"Parliamo di oltre 100.000 persone - ha osservato il deputato di +Europa - che vanno immediatamente protette perché quotidianamente a rischio personale e in quanto potenziali diffusori del virus". Ha sottolineato che anche il Comitato nazionale per la bioetica nel suo parere del novembre scorso si è concentrato sull'accentuarsi di pregresse disuguaglianze fra cittadini/ e e sul sorgerne di nuove, con particolare riferimento ad alcuni gruppi particolarmente vulnerabili, come i detenuti, che rappresentano un gruppo "ad alta vulnerabilità bio-psico-sociale", cui va riconosciuto il diritto alle pari opportunità nella tutela della salute tramite "un impegno delle istituzioni, che va rafforzato in questa emergenza".

Per corroborare la necessità del vaccino, Magi ha snocciolato i dati risalenti al 7 dicembre scorso: i positivi tra i detenuti erano 958 (868 asintomatici, 52 sintomatici gestiti internamente, 38 gestiti in strutture ospedaliere), tra il personale di polizia penitenziaria 810 (771 in degenza presso il proprio domicilio, 25 presso le caserme, 14 presso strutture ospedaliere), tra il personale amministrativo e la dirigenza 72 (71 in degenza presso il domicilio, 1 in struttura ospedaliera). "La necessità di inserire i detenuti e il personale carcerario tra le categorie prioritarie - ha sottolineato il deputato nell'ordine del giorno - è stata sollevata dal Garante nazionale e da diversi Garanti regionali dei detenuti, oltre che dalla senatrice a vita Liliana Segre che ha presentato sulla questione un'interrogazione al governo".