di Sabrina Narezzi
La Prealpina, 9 luglio 2026
I detenuti battono contro le grate e chiedono diritti e condizioni più dignitose. È iniziata intorno alle 20.45 di ieri sera e s’è conclusa un’ora più tardi la protesta dei detenuti della casa circondariale dei Miogni. Dalle celle hanno iniziato a battere con forza vetri, persiane e oggetti metallici contro le grate, facendo risuonare il carcere per diversi minuti. Una manifestazione di disagio che, a distanza di oltre mezz’ora dall’inizio, era ancora in corso. Le voci dei detenuti si sono levate nitide all’esterno dell’istituto. “Abbiamo bisogno di aria”, “Vogliamo che siano rispettati i nostri diritti”, “Noi siamo esseri umani”, hanno gridato ripetutamente, accompagnando le parole con il rumore incessante dei colpi contro inferriate e serramenti.
È difficile conoscere con precisione le ragioni della protesta, ma è inevitabile pensare che il malcontento sia legato anche alle condizioni di vita all’interno della struttura in questi giorni caratterizzati da temperature elevate e da un caldo particolarmente afoso, situazione che rende ancora più pesante la permanenza nelle celle.
Non è la prima volta che dal carcere dei Miogni si leva una protesta di questo tipo. Solo pochi mesi fa, dopo la morte di un detenuto all’interno della struttura, si era riacceso il dibattito sulle condizioni di vita negli istituti penitenziari e sulla necessità di garantire condizioni più dignitose a chi sta scontando una pena. Anche quanto accaduto questa sera riporta al centro dell’attenzione il tema del sistema carcerario e delle difficoltà che, soprattutto durante l’estate, si vivono all’interno degli istituti di detenzione, tra richieste di maggiori tutele e il richiamo al rispetto della dignità delle persone.









