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di Barbara Zanetti

La Prealpina, 13 luglio 2026

Delegazione in visita il 14 luglio alla casa circondariale: dati e testimonianze per denunciare il sovraffollamento. Torna sotto i riflettori della cronaca il carcere dei Miogni, dove nei giorni scorsi i detenuti si sono fatti sentire, con la cosiddetta “battitura” per denunciare le condizioni di vita all’interno della vecchia struttura e gridando “Abbiamo bisogno diaria”. Anche la città di Varese sarà in prima linea nella mobilitazione nazionale promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione: appuntamento domani, 14 luglio. Una delegazione locale visiterà la casa circondariale, unendosi a un’iniziativa che vedrà contemporaneamente coinvolti 35 istituti penitenziari in 30 città italiane, con oltre 330 partecipanti in tutto il Paese.

Colpi ritmati, persiane sbattute, fischi: frastuono per la seconda serata consecutiva. L’obiettivo è attirare l’attenzione sulle condizioni di vita in carcere a Varese, ancor più in questo periodo di gran caldo. L’obiettivo dell’azione è riportare al centro del dibattito pubblico le gravi condizioni delle carceri italiane e riaffermare i principi di umanità, dignità della persona e reinserimento sociale della pena sanciti dalla Costituzione.

La visita all’istituto varesino si concluderà alle ore 13. La delegazione che entrerà all’interno del carcere per osservarne da vicino la realtà è composta da un’ampia rappresentanza delle istituzioni, dei sindacati e del mondo del volontariato e dell’attivismo locale: il sindaco Davide Galimberti; gli assessori Andrea Civati e Enzo Laforgia; la consigliera comunale Maria Grazia D’Amico; la consigliera e segretaria cittadina Pd Manuela Lozza, il consigliere provinciale Matteo Marchesi, il referente Coordinamento nazionale comunità accoglienti Manuele Battagi; il referente politiche sociali Cgil Varese Francesco Vazzana, l’esponente di Collettiva Varese Cecilia Santo; l’esponente FemVa collettivo transfemminista Varese Anna Calò, il presidente provinciale Acli Varese Filippo Cardaci; il coordinatore Happiness parrocchia San Vittore Filippo Maroni; il coordinatore della Casa della Carità-Associazione Pane di Sant’Antonio Claudio Lurati. Subito dopo l’uscita dalla casa circondariale, i membri della delegazione incontreranno i giornalisti per condividere pubblicamente quanto osservato all’interno della struttura penitenziaria, nella sala matrimoni del Comune in via Sacco.

Il contesto della mobilitazione - L’iniziativa risponde a una situazione nazionale definita ormai insostenibile. Ad oggi, i numeri indicano un tasso medio di affollamento delle carceri italiane pari al 140%, con circa 18.000 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare, a cui si aggiunge il costante dramma delle morti e dei suicidi in cella. L’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione - nata a Roma il 6 febbraio scorso dall’unione di numerose associazioni - si propone di contrastare l’aumento della detenzione e la progressiva chiusura del carcere verso la società, promuovendo invece politiche concrete di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena.