Il Centro, 3 dicembre 2020
Suicidio nel carcere di Vasto. Un detenuto di origine lombarda di 39 anni, padre di due bambini, che stava scontando in cella una pena pare per rapina, si è tolto la vita ieri mattina soffocandosi. La scoperta di quello che era accaduto è stata fatta in tarda mattinata da alcuni agenti della polizia penitenziaria. L'uomo era nella sua cella da solo.
Pare che avesse accanto anche una bomboletta di gas. Immediatamente è scattato l'allarme. Sono partiti i soccorsi. Per lunghi minuti si è cercato di rianimare il trentanovenne, ma è stato tutto inutile. Il cuore dell'uomo non è più tornato a battere e i medici non hanno potuto fare altro che dichiarare il decesso. Sulla vicenda è stato alzato un muro di silenzio.
La direzione della Casa Lavoro ha subito avvisato dell'accaduto la procura di Vasto. La magistratura ha deciso di aprire un'indagine sull'accaduto. La salma è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Chieti in attesa dell'autopsia. Nel frattempo si cerca di capire, attraverso il racconto di chi lo ha conosciuto, perché il detenuto abbia deciso di togliersi la vita e se avesse manifestato le sue intenzioni. Per il carcere di Torre Sinello quello di ieri è il secondo suicidio nell'istituto di pena. Nel 2012 a togliersi la vita nella casa lavoro era stato un agente di custodia.











