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Il Centro, 25 giugno 2020

 

Detenuti in quarantena Covid a Vasto: monta la protesta degli agenti della Polizia penitenziaria della Casa lavoro di Torre Sinello. I sindacati Sappe, Uil, Cnpp, Osapp e Cgil tornano a chiedere al provveditore regionale, al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e alle segreterie sindacali, la convocazione urgente di un summit. In caso contrario dallo stato di agitazione passeranno a proteste più clamorose.

"Alcune informazioni", spiegano in una nota i sindacati, "parlano dell'assegnazione a Vasto di una cinquantina di detenuti. Si tratta di persone arrestate in tutto l'Abruzzo che devono osservare un periodo di quarantena per il contenimento del Covid-19. La decisione trova tutte le organizzazioni sindacali contrarie. Il personale è in stato di agitazione. La protesta si traduce nell'astensione della fruizione della mensa di servizio, fino a quando non verranno adottati provvedimenti per tutelare gli operatori che già soffrono per la cronica carenza di personale".

Di recente si sono stati anche trasferimenti e chi è andato via non è stato sostituito. Un altro problema è l'accompagnamento dei detenuti in tribunale. L'organico del nucleo traduzioni è composto da 6 unità, un numero assolutamente esiguo.

"La Casa lavoro", ricordano i sindacati, "è deputata ad ospitare internati e non detenuti. Le ultime decisioni prese sono incompatibili con il decreto del capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria che sconsiglia la promiscuità fra i due tipi di ospiti dell'istituto. L'arrivo a Vasto di altri 50 detenuti modifica l'organizzazione del lavoro. È assolutamente necessario un confronto". Le sigle sindacali della polizia penitenziaria non escludono iniziative più eclatanti qualora le loro richieste venissero ignorate.