di Federico Cosenza
vastoweb.com, 19 novembre 2021
Gli erano stati revocati gli arresti domiciliari da parte dell'Autorità Giudiziaria. Ancora una volta un detenuto si toglie la vita nel carcere di Vasto. L'ultimo caso risaliva alla notte del 4 marzo 2021. Questa volta a farla finita è stato un 33enne rumeno a cui erano stati revocati gli arresti domiciliari da parte dell'Autorità Giudiziaria.
Con ogni probabilità la Procura di Vasto aprirà un fascicolo e sarà eseguita l'autopsia sul corpo dell'uomo così come da prassi. Una strage silenziosa quella delle morti suicide in carcere che può essere ridimensionata solo aumentando il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura Vastese.
"Siamo abbastanza preoccupati per questi eventi - commenta Nicola Di Felice Segretario Regionale Osapp Abruzzo - che non sono nuovi nel carcere vastese. Quella dei suicidi è una fenomenologia in evoluzione sull'intero panorama nazionale e siamo convinti che bisogna investire sul disagio mentale nelle carceri, oltre a rinforzare gli organici di Polizia Penitenziaria che a Vasto appaiono sempre più ridotti.
Non possiamo continuare ad accettare queste spiacevoli condizioni sociali che restano una sconfitta per lo Stato, pur non volendo entrare nel merito del caso di specie - chiosa Giuseppe Merola Coordinatore Regionale Fp Cgil Abruzzo Molise - Funzioni Centrali (Ministeri). Rafforzare l'esecuzione penale esterna con investimenti interessanti sui territori ed avviare serie riflessioni politiche che tendono a migliorare la qualità di vivibilità penitenziaria per lavoratori e detenuti, oltre a rafforzare la presenza di figure professionali trattamentali, sanitarie e sociologiche all'interno degli Istituti Penitenziari, arginando situazioni di sovraffollamento".









