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ansa.it, 7 luglio 2025

Un detenuto 40enne di origine magrebina, con problemi di natura psichica e per questo da qualche giorno allocato presso l’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, è stato ritrovato impiccato nella sua cella a Vasto. Secondo Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa polizia penitenziaria “sale così a 37 (più uno ammesso al lavoro all’esterno e un altro in una Rems) la tragica conta dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, cui bisogna aggiungere 3 operatori. Una strage infinita, sulla quale incide anche il caldo record di questi giorni, ma che è solo il detonatore di numerosissimi altri problemi atavici”.

Il sindaco Menna chiede risposte - Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, commenta la tragedia avvenuta nei giorni scorsi nel carcere cittadino, dove un detenuto con problemi di salute mentale si è tolto la vita in cella. “La morte di una persona con fragilità psichiche nella Casa di lavoro di Vasto è un fatto gravissimo che ci addolora profondamente”. Così il sindaco di Vasto, Francesco Menna, commenta la tragedia avvenuta nei giorni scorsi nel carcere cittadino, dove un detenuto con problemi di salute mentale si è tolto la vita in cella.

Il primo cittadino ha espresso “cordoglio alla famiglia” della vittima e “massima solidarietà agli agenti e al personale, costretti da anni a lavorare in condizioni insostenibili”. Una situazione di abbandono e degrado strutturale più volte denunciata, anche attraverso iniziative congiunte con i sindacati e associazioni del settore.

“Ricordo - ha sottolineato Menna - il percorso condiviso negli anni passati con le organizzazioni sindacali e con chi, a vario titolo, si è impegnato per richiamare l’attenzione su questa realtà afflitta da varie problematiche”. Secondo il sindaco, “il carcere di Vasto è abbandonato. Servono risposte concrete: uomini e risorse. Lo Stato non può più voltarsi dall’altra parte”.

L’appello è dunque a un intervento urgente da parte delle istituzioni competenti per garantire condizioni di lavoro dignitose al personale e il rispetto dei diritti fondamentali delle persone ristrette, soprattutto le più fragili.