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Il Centro, 8 dicembre 2020


Scatta l'inchiesta sulla morte di un detenuto avvenuta nel carcere di Torre Sinello. Il sostituto procuratore della Repubblica di Vasto, Michele Pecoraro, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. Il pubblico ministero ritiene necessario a questo punto disporre accertamenti medico legali sulla salma dell'uomo per stabilire le cause del cesso. Per questo motivo il 9 dicembre, negli uffici della procura, il pm Pecoraro conferirà l'incarico al professor Cristian D'Ovidio.

A richiedere l'autopsia è stata anche la compagna del detenuto milanese di 39 anni, protagonista della triste vicenda. La donna è assistita dall'avvocato Raffaele Giacomucci, che ha presentato in procura un'istanza in cui chiede di accertare le modalità della morte del suo cliente, dove sarebbe avvenuta e cosa avrebbe spinto il detenuto a compiere il presunto gesto estremo.

"Il mio cliente potrebbe anche essere morto d'infarto", ipotizza l'avvocato Giacomucci. Il corpo dell'uomo è stato trovato nella tarda mattinata di martedì dagli agenti della polizia penitenziaria. Il 39enne era nella sua cella da solo. Pare che avesse accanto un sacchetto di plastica e una bomboletta di gas. È probabile che l'autopsia legale venga eseguita giovedì a Chieti. L'avvocato Giacomucci si era occupato del trasferimento del detenuto in una comunità. "Presto ci sarebbe stata l'udienza e, subito dopo, il mio cliente sarebbe uscito da Torre Sinello", ricorda il legale.