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di Miriam Giangiacomo

Il Messaggero, 12 dicembre 2024

Ieri mattina, presso il tribunale di Vasto, si è svolta un’udienza relativa al suicidio in carcere di Sabatino Trotta, psichiatra e dirigente Asl di Pescara, avvenuto il 7 aprile 2021, a poche ore dal suo arresto nell’ambito di un’inchiesta su una gara da più di 11 milioni di euro indetta dalla Asl pescarese per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra-ospedaliere. L’udienza ha riguardato A.C., agente di Polizia penitenziaria, accusato di omicidio colposo, violazione dell’articolo 40 del codice penale, e negligenza nella sorveglianza e prevenzione dei suicidi nella sezione detentiva di Trotta. Davanti al giudice monocratico Stefania Izzi, i consulenti delle parti civili, Adriano Tagliabracci e Vittorio Fineschi, hanno evidenziato gravi carenze nel monitoraggio del detenuto.

Trotta si sarebbe impiccato con il laccio dei pantaloni della tuta legandolo al gancio di apertura della finestra e la perizia medica indica che lo psichiatra è morto per asfissia meccanica dopo circa 20 minuti dal gesto. “Se fosse stato soccorso tempestivamente - hanno dichiarato - si sarebbe potuto evitare il decesso”. Inoltre, è emerso che Trotta era stato introdotto in cella tra i 60 e i 90 minuti prima del tragico evento. La tragedia forse avrebbe poteva essere evitata se il protocollo previsto per i nuovi detenuti fosse stato rispettato. Si sostiene infatti che sia stato annullato il percorso di accoglienza, evitando una visita psicologica e consentendo a Trotta di tenere oggetti pericolosi, come il laccio dei pantaloni con cui si è impiccato. Sembra inoltre che Trotta fosse in possesso di un televisore che trasmetteva notizie sul suo arresto, aggravando in questo modo il suo stato emotivo.

Durante le ore cruciali, inoltre, non sarebbero stati effettuati controlli nella sezione, omettendo di utilizzare lo spioncino per verificare la condizione del detenuto. Sul fronte giudiziario, la prossima udienza è fissata per il 12 marzo del 2025 per l’esame dell’imputato e ulteriori tre testimonianze della difesa. La discussione è programmata per il 23 aprile 2025 alle ore 15.

L’agente Caiazza è rappresentato dall’avvocato Arnaldo Tascione, mentre i familiari di Trotta sono assistiti dall’avvocato Ernesto Torino Rodriguez. Il caso ha suscitato un dibattito più ampio sulla gestione dei detenuti e sulle responsabilità delle istituzioni carcerarie: omissioni gravi e mancanza di una sorveglianza adeguata potrebbero essere state determinanti nel consentire il gesto fatale dello psichiatra pescarese.