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di Miriam Giangiacomo

Il Messaggero, 14 maggio 2024

Viste le gravi condizioni dell’uomo, i sanitari hanno deciso di trasferirlo all’ospedale della città, dove si trova ora ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. È stato necessario l’intervento dell’elisoccorso ieri mattina per l’ennesimo probabile tentativo di suicidio di un detenuto nella casa circondariale di contrada Torre Sinello a Vasto, in provincia di Chieti. Erano circa le 8 di mattina quando un agente di servizio nella casa lavoro con annessa sezione circondariale si è accorto che un internato aveva tentato di impiccarsi. Immediatamente è scattato l’allarme e sul posto è giunto il personale sanitario del 118 con un’ambulanza. Viste le gravi condizioni dell’uomo, un detenuto di 40 anni di origini abruzzesi, dopo aver prestato i primi soccorsi, i sanitari hanno deciso di trasferirlo all’ospedale di Vasto dove si trova ora ricoverato in rianimazione in prognosi riservata.

I precedenti - La casa circondariale di Torre Sinello non è nuova a episodi simili: il più noto è quello del suicidio di Sabatino Trotta, psichiatra e dirigente Asl di Pescara, avvenuto il 7 aprile 2021, a poche ore dall’arresto del dirigente nell’ambito di un’inchiesta su una gara da più di 11 milioni di euro indetta dalla Asl pescarese per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra-ospedaliere. Ma diversi sono stati i tentativi di suicidio nella casa circondariale vastese, così come gli episodi di violenza dovuti alla forte carenza di personale di polizia penitenziaria che ormai attanaglia da anni l’istituto vastese.

Nel settembre dello scorso anno c’è stato un sit-in di protesta, da parte del personale di polizia penitenziaria, che lamentava turni di lavoro che arrivano anche a durare 24 o 36 ore consecutive. Dopo un consiglio straordinario per trovare delle soluzioni, il senatore Michele Fina, presente nell’aula consigliare, aveva accolto l’appello, invitando i parlamentari presenti a organizzare un incontro con il ministro Nordio per affrontare il problema con spirito unitario. Ma la preoccupazione dei sindacati è grande: Fabrizio Faraci della Uil non aveva esitato a dichiarare: “Siamo essere umani, non carne da macello”. A lui ha fatto eco Gino Ciampa della Cgil, definendo quelle del carcere circondariale di Vasto “condizioni da terzo mondo”.