di Marianna Ventura
Il Messaggero, 29 agosto 2025
Grazie al progetto Seconda Chance un ex carcerato è diventato aiuto cuoco. G. oggi cucina con la consapevolezza di chi ha attraversato la notte più buia e ha scelto di risalire, con lo sguardo fiero di chi ha affrontato il dolore e trovato una strada per ricominciare. È aiuto cuoco in un prestigioso hotel sulla costa adriatica, ma il suo percorso è iniziato in un istituto penitenziario abruzzese. Originario del Kenya, ha trascorso anni in carcere, trovando tra quelle mura una possibilità: lavorare in cucina, formarsi, mettersi alla prova.
È lì che il progetto Seconda Chance ha incrociato il suo cammino, trasformando quella passione in un’occasione concreta. Grazie alla rete costruita dal progetto, è stato assunto direttamente in una struttura turistica senza passare per un tirocinio. Talento, dedizione e fiducia hanno reso possibile un inserimento stabile nel mondo del lavoro. È questa la forza di Seconda Chance: non solo una speranza, ma un’azione concreta capace di trasformare il tempo della pena in un tempo di crescita, e di offrire a ogni persona la possibilità reale di ricominciare. Nata nel 2022 da un’idea della giornalista Flavia Filippi, oggi l’associazione opera in tutta Italia per creare percorsi di reinserimento socio-lavorativo per persone detenute, affidate ed ex detenute. Solo in Abruzzo, in un anno, ha generato circa 15 assunzioni, coinvolgendo numerose aziende, molte delle quali scelgono l’anonimato. Tra queste, una multinazionale dell’abbigliamento che sta attivando colloqui nelle aree di Chieti e Pescara. A settembre partiranno due nuovi progetti finanziati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap): “Vita”, all’Istituto Penitenziario di Vasto, e “Salute e Benessere”, a Teramo. Entrambi offriranno formazione, supporto psicologico e percorsi lavorativi. “L’obiettivo è costruire opportunità concrete e dignitose per chi sta scontando una pena - spiega Marta Elisio, referente regionale per l’Abruzzo - Coordiniamo una rete sempre più ampia di enti, imprese e cittadini impegnati nel generare cambiamento e inclusione”.
Il valore di questi percorsi è riconosciuto anche dalle istituzioni penitenziarie. Fondamentale è la collaborazione con l’amministrazione penitenziaria: dalla direzione all’area trattamentale, fino al corpo di polizia. Questo dialogo rappresenta un ponte con la magistratura di sorveglianza e, quindi, tra carcere e società. Sono già attivi protocolli con Teramo e Vasto, e nuove collaborazioni sono in avvio a Chieti e Pescara. “L’auspicio è che Seconda Chance si radichi in tutti gli istituti penitenziari abruzzesi, costruendo una rete solida e inclusiva”, sottolinea Elisio. A Vasto, a dicembre 2024, è stata formalizzata la “Rete per l’inclusione sociale delle persone con fragilità sottoposte a esecuzione penale”: un’alleanza tra Comune, imprese e associazioni per sostenere il carcere. Il protocollo consente anche ai ristretti di svolgere lavori di pubblica utilità, contribuendo alla comunità e acquisendo competenze per il reinserimento.
“Un esempio è quello del punto vendita McDonald’s di Vasto, dove il proprietario e il responsabile del personale hanno mostrato grande disponibilità. Sono stati sempre attenti e pronti a generare nuove opportunità - afferma Elisio - La loro sensibilità è un esempio concreto di come l’impresa possa essere motore di cambiamento sociale”. L’orientamento gioca un ruolo chiave. “Aiutare una persona a riconoscere le proprie competenze e immaginare un futuro: è il primo passo verso la libertà - sottolinea Elisio - Non è solo informazione: è accompagnamento, ascolto, costruzione di senso”.
I tirocini sono un altro strumento centrale. “Permettono alle aziende di conoscere le persone ristrette in modo graduale. È un’occasione per superare pregiudizi e costruire fiducia”. Grazie ai fondi del Dap, questi percorsi sono sostenuti anche economicamente, facilitando la partecipazione delle imprese. “La responsabilità sociale non è un concetto astratto: è la scelta quotidiana di non voltarsi dall’altra parte - dice ancora Elisio - È il coraggio di vedere potenziale dove altri vedono solo il passato”. Seconda Chance oggi è una rete viva di enti, imprese e cittadini impegnati nel generare inclusione. “Ogni nuova adesione può fare la differenza - afferma Elisio - Servono più aziende, più enti, più cittadini disposti a credere nel valore della seconda possibilità”. E la storia di G. lo dimostra: il cambiamento è possibile, se c’è chi tende una mano.











