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di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 29 luglio 2024

Rivolta nel carcere. Per ore i vertici dell’amministrazione penitenziaria hanno tentato di far ragionare i reclusi che non volevano rientrare nelle celle del Reparto D e avevano dato fuoco ai materassi. Analoghe iniziative a Regina Coeli. Prima la trattativa, durata per ore, con i vertici dell’amministrazione penitenziaria. Quindi in serata l’irruzione nel carcere di Velletri da parte delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Fra loro polizia, carabinieri e Gom, il Gruppo operativo mobile della Penitenziaria, creato ad hoc anche per affrontare situazioni di questo genere. Che nelle ultime settimane si sono ripetute in diverse carceri d’Italia. Nelle ore scorse anche a Regina Coeli, Terni e Rieti, con proteste diffuse e rifiuti di rientrare in cella. Non è chiaro al momento quante persone siano state fermate per la rivolta finita con l’intervento degli agenti e dei militari. I detenuti avevano incendiato i materassi e distrutto alcune telecamere di vigilanza, prendendo a più riprese il controllo dei locali del Reparto D.

Danni per decine di migliaia di euro, ma soprattutto una rivolta che si è protratta per ore, con i vertici dell’amministrazione penitenziaria impegnati in una delicata trattativa con alcune decine di detenuti del carcere di Velletri, che hanno occupato il Reparto D, quello dei detenuti comuni con pene definitive, in regime di vigilanza dinamica. La protesta dei detenuti è scoppiata nel primo pomeriggio quando si sono rifiutati di rientrare nelle celle.

Poco dopo in 300 hanno fatto la stessa cosa a Regina Coeli, dopo che c’erano stati disordini nella giornata di sabato scorso. In questo caso i reclusi non sono tornati dietro le sbarre per il timore di provvedimenti nei loro confronti. A Velletri, già coinvolta in altre proteste nei mesi scorsi, dove c’è un sovraffollamento di 182 reclusi (sono 594 invece di 412), sono state rotte alcune telecamere e bruciati i materassi delle celle. Quindi i detenuti si sono barricati nei locali, mentre i vigili del fuoco cercavano di spegnere i roghi appiccati. Sul posto Penitenziaria, polizia e carabinieri insieme con il magistrato di sorveglianza. Richiamati gli agenti fuori servizio e quelli di altri uffici della Penitenziaria. A rendere nota la notizia della rivolta è stato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che - spiega - “al di là della propaganda, continua a essere abbandonata a se stessa”. Donato Capece, segretario generale del Sappe, che rivela un’altra protesta giorni fa a Rieti, sollecita “provvedimenti concreti e risolutivi: espulsioni di detenuti stranieri, invio tossicodipendenti in comunità di recupero e di detenuti psichiatrici nelle Rems o strutture analoghe”. Anche per Massimo Costantino, leader della Fns Lazio, “bisogna diminuire il numero dei detenuti”.

Maurizio Somma, segretario per il Lazio del Sappe, riferisce che “la situazione sia peggiorata: inutili le trattative con direttore, comandante, Garante dei detenuti, magistrato di Sorveglianza e presidente del Tribunale di Roma. Inizialmente, la situazione era rientrata in due sezioni, ma poco fa si è destabilizzata di nuovo in tutte le sezioni del Reparto D. Hanno dato fuoco nuovamente, una sezione è stata resa ormai inagibile, stanno intervenendo i vigili del fuoco, in più sono intervenuti in ausilio colleghi di altri Istituti, Gom, polizia di Stato e carabinieri all’interno dell’istituto”.