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di Roberta Polese e Angiola Petronio

Corriere del Veneto, 14 agosto 2024

Penaliste in visita al Due Palazzi: “Strutture vecchie”. Bisinella e Tosi a Montorio “Rischio rivolte”. Verona e Padova, due carceri diverse, ma con la stessa emergenza: sovraffollamento e il caldo infernale. Ieri due delegazioni di politici e avvocate li hanno visitati. “Quando sono entrata ho avuto l’impressione di trovarmi in un canile: caldo soffocante, corridoi stretti e lunghi e moltissimi detenuti che non possono fare alcuna attività, alcuni sono in sei in una sola cella”. Paola Rubini, avvocata presidente della Camera penale di Padova, insieme alle colleghe Annamaria Alborghetti, Paola Menaldo e Carlotta Nardin hanno passato tutta la mattinata di ieri al Due Palazzi di Padova, prima in casa circondariale, dove ci sono i detenuti in attesa di giudizio, e poi in casa di reclusione, dove ci sono quelli con pena definitiva.

Nella prima struttura ci sono 210 persone (la capienza è di 188), nella seconda ce ne sono 535 (capienza 440). “Le strutture sono vecchie, l’aria condizionata non c’è e nella casa di reclusione c’è solo negli spazi comuni, troppi detenuti passano il tempo senza poter fare niente, inoltre - spiega - il presidio sanitario non è all’altezza della quantità di persone che ci sono, e delle loro patologie psichiatriche che vengono trascurate” afferma Rubini. “Nel decreto carceri di Nordio non c’è nulla che possa migliorare la situazione aggiunge Alborghetti - è un contenitore vuoto: qui i detenuti in attesa di giudizio, che sono persone non hanno ancora una pena definitiva e quindi innocenti fino a prova contraria, stanno peggio di quelli che hanno la pena definitiva”.

A Montorio il sovraffollamento è del 182%. Ieri hanno visitato il carcere l’eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia Flavio Tosi, l’onorevole Paola Boscaini e la capogruppo comunale della lista civica Fare! Patrizia Bisinella, che nella casa circondariale sono andati per l’iniziativa forzista “Estate in carcere”. Hanno visitato la prima sezione Tosi, Boscaini e Bisinella. Ha ripetuto due volte “terribile”, l’onorevole Boscaini, riferendosi al caldo che ammanta le celle di Montorio. “È impossibile resistere e non riescono a mettere i ventilatori perché mancano le prese della corrente”, ha spiegato al termine della visita.

“C’è una grandissima difficoltà strutturale - le sue parole. Soprattutto c’è difficoltà a far arrivare i soldi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie, nonostante le richieste siano state fatte”. E quel caldo asfissiante non è amplificato solo dalla mancanza di prese per i ventilatori, ma anche da un altro problema. “Ho visto tanti pavimenti di cemento, anche nelle celle. In alcune non ci sono le piastrelle. È vero - ragiona la deputata forzista - che i detenuti sono persone che devono scontare una pena, però il carcere dovrebbe avere l’obiettivo di recuperarle. Se tu dai un luogo con queste temperature, in celle piccole dove ci sono dentro tre persone, è logico che poi aumenti la violenza, l’incapacità di sopportazione e si rivoltino”. Montorio ha portato a 600 detenuti, ma ne dovrebbe ospitare 335.