di Martina Zambon
Corriere del Veneto, 12 marzo 2023
“Troppe leggi e spesso contraddittorie, le sfoltiremo presto”. Il guardasigilli Carlo Nordio torna nella sua Treviso, “a cento metri da dove sono cresciuto”, e interrompe un silenzio durato due mesi “ma nel frattempo si è lavorato, già a maggio presenterò in consiglio dei ministri vari disegni di legge con procedura d’urgenza riguardanti la procedura penale e che avranno un impatto molto rilevante”.
Certo, difende la linea dura sul caso Cospito e annuncia che anche l’Italia, a breve, avrà finalmente il suo “Codice nazionale dei crimini contro l’umanità”, rassicura il padrone di casa, il sindaco e presidente Anci Mario Conte sui giorni contati per la “paura della firma” degli amministratori grazie a una robusta revisione dell’abuso d’ufficio ma l’occasione, al Centro Congressi di Santa Caterina è un’altra: per una volta i riflettori sono sulla giustizia civile e tributaria e non per quella penale.
Non fosse altro che per il costo stellare di una giustizia civile lenta: la stima per il Veneto è di due punti di Pil, 3,3 miliardi di euro l’anno. L’incontro, organizzato da Confartigianato Veneto, è stata l’occasione per rassicurare artigiani e imprenditori: “abbiamo dieci volte le leggi degli altri Paesi europei e, citando Tacito, più leggi equivalgono a più corruzione, ci vorrà del tempo ma sul medio periodo riusciremo a semplificare”.
I numeri presentati dal presidente degli artigiani, Roberto Boschetto a nome delle 124 mila imprese artigiane in regione, parlano da soli: mancano 44 giudici e i 227 giudici effettivi (ordinari ed onorari) devono far fronte ad un bacino di 20.446 abitanti e 2.010 imprese ciascuno, un terzo in più rispetto alla media italiana. Si compensa come si può con un tasso di efficienza alto e un calo dei contenziosi passati dai 143.399 del 2014 alle 91.108 del 2020.
Eppure non basta perché i nodi sono sempre gli stessi, a partire dalla carenza di organico. In Veneto dovrebbero esserci 105 giudici di pace, ad esempio, ma sono solo 47. “Nel processo di riforma in chiave federalista dice Boschetto - da tempo noi proponiamo la giustizia di pace come ulteriore materia di differenziazione per avvicinarla di più all’utenza”. Nota dolente anche la giustizia tributaria particolarmente legata al tessuto imprenditoriale: a fine 2021 risultavano 117 giudici operativi sui 180 previsti. Insomma, peggio del Veneto, quanto a sotto dimensionamento, solo Bolzano, Umbria e Trento.
Nordio non promette miracoli ma ci investe: “In generale nel 2023 è prevista l’assunzione in Italia di 5.000 unità e la stabilizzazione di altri 1.000. Nel Veneto sono stati già previsti 45 funzionari amministrativi, elemento portante per la struttura giudiziaria, altri ne saranno assunti. Senza personale amministrativo un pm è come un chirurgo privo di infermieri”. Si dichiara deciso, poi, a tagliare i tempi-monstre anche dei concorsi in magistratura: “Cinque anni dalla laurea alla toga sono inaccettabili”. E aggiunge: “Quest’anno sono previsti tre concorsi di magistratura. Fino ad ora sono stati di una lentezza esasperante. Tutto questo deve essere snellito”. La parola chiave, poi, è “semplificazione”.
“La semplificazione delle competenze - spiega il ministro - serve specie nella giustizia Tributaria, dove c’è una complessità normativa che sfonda nella contradditorietà. Un evasore fiscale del resto non è mai andato in prigione, le leggi sono così complesse e contraddittorie che è accaduto di dover disobbedire ad alcune leggi per ottemperare ad altre”.
Nordio strappa più di qualche applauso a scena aperta, soprattutto quando dice: “Non c’è azienda che in una ispezione venga esentata dal pericolo di una qualche sanzione almeno formale; anche se ci si affidasse ad eserciti di commercialisti non si sarebbe assicurati. Bisogna individuare tutte le leggi inutili, dannose o che, contraddicendosi, aumentano la litigiosità e l’incertezza del diritto. Questo ostacola i progetti di investimento in Italia”. E quindi si semplificheranno le procedure “per cause di minore importanza con giudice monocratico tendente alla conciliazione. Sarà rafforzato l’organo di autogoverno di questi giudici. La giustizia tributaria è così delicata che secondo me deve allinearsi con la giustizia ordinaria”.











