di Gloria Bertasi
Corriere del Veneto, 2 febbraio 2026
Dai giudici di pace alle carceri, dal tribunale minorile alle giovani toghe in fuga, il sistema resta inceppato. Una riforma che “non porterà efficienza al sistema giustizia”. Che, invece, avrebbe bisogno di un “corposo innesto di personale”, in ogni suo ambito: dal civile al penale, dalla sorveglianza al giudice di pace dove si registra un meno 51% di giudici e al tribunale minorile, alla luce del “crescente fenomeno delle baby gang e dei reati tra i più giovani”. Eppure, nonostante le criticità, “nel distretto veneto gli obiettivi Pnrr, fatto salvo Belluno e Venezia ma con uno scarto ridotto, sono stati rispettati”, sottolinea Rita Rigoni, presidente della Corte d’appello. I problemi inceppano la macchina a fronte di reati in aumento mentre le carceri venete sono in affanno “con 2.793 detenuti a fronte di 1.938 posti”, continua Rigoni.
Nessuna protesta - Non ci sono state le proteste, plateali, del gennaio 2025 quando i magistrati dell’Anm, all’inaugurazione all’anno giudiziario, uscirono dall’aula a manifestare. Ma, i malumori di chi opera nella giustizia, sabato mattina alla Cittadella di piazzale Roma a Venezia, sono stati presentati tra numeri (delle carenze di organico) e disagi, quelli di pm, giudici e, anche, avvocati. Sullo sfondo, il voto referendario del 22 e 23 marzo alla riforma del ministro Carlo Nordio (che a Venezia è stato procuratore) con la separazione delle carriere e il sorteggio del Csm, il Consiglio superiore della magistratura. Da cui arriva l’affondo più critico alla legge Nordio: “L’inizio dell’anno giudiziario coincide con l’apertura di una campagna referendaria che sta assumendo toni duri e spigolosi - esordisce Maria Luisa Mazzola, membro togato del Csm -. Il Consiglio, a maggioranza, si è dichiarato contrario”. Perché “la separazione delle carriere è un tema di etica delle funzioni della giustizia, non come luogo di potere, ma di garanzia”.
Il tema dei suicidi - Ed è proprio la “garanzia” dell’efficacia della giustizia stessa quanto ha sollecitato in un (a tratti ironico) intervento il presidente dell’Ordine degli avvocati lagunari Tommaso Bortoluzzi: “Sono stanco di dovere ribadire sempre gli stessi argomenti, segnalare sempre le stesse disfunzioni, di vedere la giustizia vittima di contabilità creativa, di vedere la sordità selettiva che affligge chi ci governa”. Tra i problemi: i giudici di pace ridotti all’osso con udienze programmate al 2030 e un “piano carceri” in cui ““piano” è un avverbio, non un sostantivo, significa con calma, con lentezza carceri”. Ma “la situazione dei detenuti non può essere affrontata con calma e lentezza”. Nove i suicidi (gli ultimi due tra martedì e giovedì al Due Palazzi di Padova) in un anno: “Permane una grave crisi carceraria. Inoltre, non viene applicata, per mancanza dei centri regionali, la giustizia riparativa”, segnala Rigoni. In questo scenario, “sarà però riaperto il tribunale di Bassano”, altra nota dolente sollevata da Bortoluzzi (e non solo).
La replica del governo - La replica del governo, per voce del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, non si è fatta attendere. Dal palco, nessuna parola sul referendum. Ma, a margine, il sottosegretario ricorda: “La finalità è quella di parlare ai cittadini. E questo significa spiegare la verità, non le bugie. Quindi anche chi fa l’ennesima battaglia per il no (sabato in Veneto è nato il comitato “civico” di sindacati e associazioni per il no, ndr) va bene la faccia ma non si può lamentare se poi qualcuno sottolinea le bugie”. E su Bassano, “l’organico ci sarà e non a discapito di altri tribunali”. Dove sono in essere assunzioni: “150 tra assistenti e funzionari, 286 unità Pnrr, 5 dirigenti e 10 conducenti già al lavoro”. E grazie all’intesa sullo scorrimento delle graduatorie regionali tra Palazzo Balbi e ministero, sono arrivate altre 79 persone.
“E sono previsti altri 32 funzionari e 180 assistenti”, snocciola Ostellari. Tuttavia, fa notare Mazzola, “il Nord non è più attrattivo per la magistratura”. E infatti ci sarebbe una fuga dei magistrati in tirocinio dal Veneto.
Come migliorare - Tra le azioni messe già in campo: i 44 posti letto per la polizia penitenziaria alla Giudecca e il carcere minorile a Rovigo. “Un pensiero va al doloroso fenomeno dei suicidi - conclude Ostellari -, il piano per la prevenzione continuerà con interventi adeguati”. La Regione si dice pronta a fare la sua parte: “È doveroso porre rimedio nel più breve tempo possibile, assicureremo la parte sanitaria e tutte le azioni necessarie per migliorare la situazione - spiega il presidente Alberto Stefani -. I progetti di lavoro interni al carcere sono fondamentali per il principio di rieducazione”. E per i minori, “nascerà la comunità ad alta integrazione sanitaria”.










