di Milvana Citter
Corriere del Veneto, 30 dicembre 2020
È giallo sulla data. La Cgil: "Il ministero ignora le nostre richieste di informazioni". La sede è stata scelta, la gara d'appalto per oltre 11 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione e adeguamento è ormai in via di definizione, ma non c'è ancora nessuna data certa sul trasferimento del carcere minorile di Treviso a Rovigo.
Un'incertezza che pesa soprattutto sugli oltre 40 agenti di polizia penitenziaria in servizio nell'istituto di pena per minorenni di Santa Bona che non sanno quale sarà il loro futuro. La pratica per il trasferimento è stata avviata dal Ministero delle Infrastrutture oltre due anni fa, e nel novembre scorso si è chiusa l'ultima gara d'appalto per l'affidamento dei lavori che dovranno trasformare l'ex casa circondariale di Rovigo nella nuova struttura di detenzione per i minori per i quali viene disposto il carcere tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, arrivano a Treviso. Il trasferimento è stato deciso, come spiega il ministero nel bando della gara: "Per l'esigenza di eliminare l'istituto minorile di Treviso, che in contrasto a tutte le normative e a tutti gli standard nazionali ed europei, è l'unico istituto penitenziario minorile del nostro paese ancora inserito all'interno di una struttura penitenziaria per adulti".
La struttura si trova infatti accanto al carcere di Treviso, con il quale condivide anche l'accesso. Esigenza riconosciuta dagli stessi operatori anche per le dimensioni della struttura che, spesso, si è ritrovata in situazione di sovraffollamento. Ma a preoccupare sono i tempi: "Ancora non sappiamo nulla di definitivo - spiega Luca Bosio, delegato del sindacato Fp Cgil, nemmeno la data di inizio dei lavori e questo naturalmente crea molta incertezza per il personale. Parliamo di agenti che nel Trevigiano hanno vita e famiglia e che potrebbero essere costretti a trasferirsi a Rovigo. Per questo il 23 ottobre abbiamo inviato al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di Venezia, una nota ufficiale nella quale chiediamo informazioni sulle tempistiche". A due mesi di distanza però nessuna risposta è arrivata e per il sindacato e gli operatori restano le preoccupazioni per il trasferimento degli operatori in servizio a Treviso.











