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Sesto Potere, 21 febbraio 2015

 

"Tra le principali cause, se non la principale, del dilagare della criminalità ci sono leggi colabrodo infarcite di scappatoie per i delinquenti. Vanno cambiate e indurite immediatamente, a cominciare dal taglio della condizionale, dall'ampliamento dell'istituto della legittima difesa, dall'aumento delle pene e dalla certezza che vengano scontate.

Governo e Parlamento la smettano di dilapidare tempo su epocali quanto discutibili riforme e comincino a occuparsi seriamente delle reali necessità dei cittadini". Lo dice oggi il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

Il governatore prende spunto da un'inchiesta pubblicata tra ieri e oggi da un diffuso quotidiano locale, dalla quale emerge tra l'altro che nel Capoluogo Berico è in carcere per furti e rapine solo un condannato su tre. "Vicenza è uno spaccato estremamente significativo di tutto il Veneto - dice Zaia - e in questa provincia nel 2014 sono stati compiuti quasi 18.500 reati. Che solo un condannato su tre sia in carcere è un dato gravissimo, che grida vendetta e che dimostra aldilà di ogni ragionevole dubbio che leggi colabrodo eccessivamente buoniste e garantiste vanificano la battaglia quotidiana condotta da Forze dell'Ordine e Magistratura. Loro li buttano dentro e poi un cavillo qualsiasi li rimette fuori. Per uno Stato che vorrebbe essere di diritto è una vergogna".

"Faccio appello alle coscienze di tutti i Parlamentari - aggiunge Zaia - perché questa è una richiesta forte della quale mi faccio io interprete, ma che viene dalla popolazione veneta, che percepisce sempre di più la criminalità come una piaga gravissima e chiede risposte. Da dove devono venire se non dalla legge?".

"Anche ieri, intanto - aggiunge Zaia - le cronache dicono che in Veneto sono stati compiuti numerosi reati e stavolta, a farne maggiormente le spese, è stata Padova: all'Arcella un giovane coraggioso è riuscito a bloccare due ladri che avevano già fatto fuori 11 garage su 20; a Loreggia predoni già nel giardino di una casa sono stati bloccati dal pianto di una bambina che ha richiamato l'attenzione del padre; derubata la mamma del tecnico Salviato, da poco liberato dopo un rapimento in Libia; svuotato un negozio di biciclette a Cittadella; serie di colpi in tutta la città e provincia.

Intanto i cittadini di Teologridano la loro esasperazione per i furti in casa. Nel Veneziano, un commerciante di Jesolo sorprende 3 ladri in casa, li mette in fuga e ammette che, se fosse stato armato, avrebbe sparato; ladro scatenati a Caorle con 3 case svaligiate al quartiere Sansonessa; a Campagna Lupia, rubati 130 quintali di pesce con un carro frigo. A Treviso l'ennesima baby gang all'opera in pieno centro ha accerchiato una cittadina per rubarle la borsetta. Nel vicentino sono state razziate case, macchine e scuole e i Sindaci chiedono di incontrare il Prefetto".

"Se i responsabili di questi reati verranno presi dalle Forze dell'Ordine e saranno condannati dai magistrati - conclude Zaia - si sappia che solo uno su tre andrà davvero in carcere, gli altri due potranno continuare indisturbati. Lo Stato di diritto si è arreso".