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Giornale di Vicenza, 24 febbraio 2015

 

Ripete il suo ritornello, Luca Zaia: "Leggi più severe, più forze dell'ordine e nuove carceri". Così interviene di nuovo sul tema sicurezza il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Per dichiararsi d'accordo con la posizione del presidente dell'Ordine degli avvocati di Vicenza Fabio Mantovani.

"La rivincita dello stato di diritto sulla criminalità passa attraverso una serie di azioni coordinate e dettate dal buon senso - dice Zaia. Occorre che siano in linea almeno tre fattori: l'inasprimento delle leggi, il rafforzamento delle forze dell'ordine e l'utilizzo dell'esercito come supporto sul territorio, la realizzazione di nuove carceri. Senza uno di questi elementi, contemporanei e collegati tra loro, lo Stato continuerà a perdere e a mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini e l'incolumità dei suoi servitori, come nel caso del brigadiere investito nel trevigiano da una banda di albanesi in fuga".

"Senza leggi più dure - continua, o almeno applicando fino in fondo quelle che ci sono ed evitando che un condannato riesca a risparmiare anche un solo giorno della sua condanna, vengono a mancare sia l'effetto deterrente che la certezza della pena e questo convince i delinquenti di rischiare poco o nulla e li scatena".

Secondo Zaia insomma "se le carceri italiane non sono nemmeno in grado di detenere i condannati sulla base delle vigenti leggi colabrodo è evidente che occorre costruirne delle altre. Non devono essere hotel di lusso, ma luoghi dignitosi dove chi ha sbagliato paghi il suo conto. Non occorrono miliardi, perchè la struttura deve essere dignitosa ma può essere anche spartana e perchè si può pensare al ripristino di tanti siti militari dismessi, invece che proporli per ospitare migranti".