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di Filippo Tosatto


La Tribuna di Treviso, 15 aprile 2015

 

In attesa dell'allestimento di un istituto regionale, da Mogliano Bassano e Verona arriva la disponibilità a ricoverare i 45 malati giunti dagli ospedali giudiziari chiusi. Sono 45 i malati di mente veneti in via di dimissione dagli ospedali psichiatrici giudiziari di Reggio Emilia (maschile) e Castiglione delle Stiviere (riservato alle donne) chiusi per legge il 31 marzo scorso. Alcuni, autori di gravi atti criminali, sono stati dichiarati socialmente pericolosi; altri, psicolabili propensi a gesti inconsulti ed autolesionisti, richiedono protezione e cure.

Dove collocarli? Per loro la riforma prevede l'accoglienza nelle Rems (le neonate residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria), alternative - sulla carta almeno - al precedente ricovero manicomiale. La Regione Veneto (incalzata dal ministero della Salute che ha minacciato il commissariamento in caso di ritardi) ha scelto di realizzare la Rems a Nogara, nel Veronese, e il direttore generale della sanità regionale, Domenico Mantoan, ha dichiarato stazione appaltante dei lavori la competente Ulss 21: il progetto esiste già, così come i finanziamenti - 14 milioni di euro stanziati dallo Stato - ma per portarlo a termine occorreranno circa tre anni.

Nel frattempo dove andranno i malati? La linea è quella di prevedere tre "residenze intermedie e provvisorie", allestite in luoghi di cura già attivi e dotati dei necessari requisiti terapeutici e di sicurezza; oppure in strutture dismesse ma in buone condizioni, facilmente attrezzabili allo scopo. A tal fine, Mantoan si è rivolto ad un gran numero di aziende sanitarie, ospedali e cliniche, sia pubblici che privati-accreditati e qualche riscontro positivo è già arrivato, a cominciare dall'istituto "Costante Gris" di Mogliano Veneto - complesso specializzato nella cura dei malati di mente, si occupa anche di profughi e di donne e minori abbandonati - che si è dichiarato pronto ad allestire una rems provvisoria capace di accogliere una quindicina di pazienti; analoga disponibilità è stata manifestata dall'Ulss di Verona (che offre i locali e propone di affidare la gestione dell'accoglienza ad una cooperativa) e da quella di Bassano, che dispone dei padiglioni ospedalieri inutilizzati a Mezzaselva.

La questione, così, sembra avviarsi a soluzione dopo il battibecco a distanza tra l'assessore alla sanità Luca Coletto ("Non vogliamo più lager") e il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo ("Il Veneto è inadempiente"). A sollevarla, con un'interrogazione al governatore Zaia precedente il fatidico 31 marzo, aveva provveduto il consigliere regionale Claudio Sinigaglia, l'esperto di welfare del Pd, lesto a segnalare la delicatezza e l'urgenza del caso.