di Michele Bugliari
Il Mattino di Padova, 27 marzo 2015
La Cgil chiede a Zaia e Coletto di garantire i servizi alternativi agli ospedali giudiziari chiusi per legge. "La legge nazionale prevede che gli ospedali psichiatrici giudiziari siano chiusi entro il 31 marzo ma la Regione non ha ancora provveduto ad una sistemazione alternativa e dignitosa per i 55 reclusi veneti, 48 uomini e sette donne, affetti da gravi problemi mentali".
È la denuncia di Ugo Agiollo della segreteria confederale della Cgil di Venezia e di Gianfranco Rizzetto del Comitato Stop Opg Veneto, che oggi alle 17.30 nella sede di Mestre della Cgil, in via Cà Marcello, saranno tra i protagonisti del convegno sul tema: "Restituire un volto, un nome, dignità e diritti. Per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari". Sarà l'occasione per discutere del libro "Mala dies. L'inferno degli ospedali psichiatrici e delle istituzioni totali in Italia" (Infinito Edizioni) di Angelo Lallo, ricercatore recentemente scomparso.
All'iniziativa saranno, inoltre, presenti i figli dello studioso, Alex ed Ivan Lallo, Stefano Cecconi della Cgil nazionale, l'avvocato Annamaria Marin ed Anna Poma del Forum veneto Salute Mentale. La Cgil, inoltre, continuerà a promuovere il un digiuno a staffetta a favore della reale chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.
"La legge che prevede la chiusura delle strutture che attualmente ospitano i detenuti", sostengono Agiollo e Rizzetto, "rappresenta una conquista di civiltà. Gli ospedali giudiziari, come ha dimostrato anche un'importante inchiesta giornalistica, sono stati luoghi in cui sono stati calpestati i diritti dei pazienti reclusi. Il parlamento giustamente ha stabilito per legge la chiusura, dopo un appello dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il problema però è che la Regione a pochi giorni dalla prevista chiusura non sia ancora pronta a sistemare i detenuti psichiatrici veneti nelle strutture sanitarie. Inoltre, l'amministrazione veneta sinora ha dimostrato di essere intenzionata a realizzare una Rems (residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza) a Verona. Noi, invece, sosteniamo che il Veneto così come ha fatto il Friuli dovrebbe opporsi a questa politica perché i Rems saranno solo degli ospedali giudiziari con un nome più accettabile".
Oggi i detenuti psichiatrici veneti sono 47 uomini in carico all'ospedale giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova) e sette donne ricoverate nell'analoga struttura di Reggio Emilia. Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo (Pd) ha denunciato i ritardi del Veneto dicendo: "Nel merito deciderà il Governo, dopo due anni di proroghe, sarebbe intollerabile un allungamento indeterminato dei tempi nell'apertura delle Rems. Il ministero monitorerà attentamente il rispetto delle scadenze da parte delle Regioni".










