di Filippo Tosatto
La Nuova Venezia, 23 marzo 2015
Il 31 marzo gli istituti chiuderanno, il direttore della sanità regionale: "Esigono cure e controlli in istituti attrezzati, pagheremo noi le rette"
Il 31 marzo gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari chiuderanno definitivamente i battenti e gli ospiti-detenuti psicolabili, perlopiù autori di gravi gesti criminali, saranno dimessi. Tra loro figurano 43 veneti: quaranta pazienti maschi fin qui ospitati nell'istituto di Reggio Emilia, tre donne in quello di Castiglione delle Stiviere. Alla metà di loro, gli psichiatri forensi attribuisce un'"elevata pericolosità sociale".
Chi sono costoro? Tra essi, ad esempio, figura il malato di mente di 36 anni che agli Istituti Polesani ha ucciso, soffocandoli con un cuscino, due degenti sconosciuti; una condotta, la sua, che ha spinto gli investigatori a riaprire i fascicoli riguardanti una serie di "inspiegabili" decessi avvenuti in precedenza nei padiglioni di Ficarolo.
C'è poi un quarantenne che ha atteso il sonno dei genitori per appiccare il fuoco al loro letto, provocando la morte del padre; e una donna affetta da autolesionismo compulsivo che le spinge a lacerarsi il corpo. Per loro, il legislatore ha previsto l'accoglienza "sorvegliata" in nuovi servizi denominati Rems, cioè residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza: una prospettiva che non convince, alcuni magistrati, lesti a segnalare rischi per la sicurezza collettiva.
Il Veneto ha deciso di allestirla nell'ospedale dismesso di Negrar, nel Veronese, ma siamo ancora alla fase progettuale. Circostanza stigmatizzata dal sottosegretario alla Salute Vito De Filippo che ha "minacciato" la nomina di un commissario governativo ad hoc. La domanda: dove saranno destinati i malati mentali? "Resteranno, per un anno almeno, negli istituti dove sono ricoverati attualmente: i reparti di Reggio e Castiglione non saranno smantellati, semplicemente verranno riconvertiti in Rems, con regole e protocollo diverso rispetto al passato e noi verseremo le rette per l'assistenza ai pazienti veneti", fa sapere il direttore generale della sanità regionale Domenico Mantoan "d'altronde non è pensabile trasferire persone oggettivamente pericolose in normali strutture ospedaliere".
Perché parla di un anno? "Il sito che abbiamo individuato, quello di Negrar, richiede interventi di ristrutturazione e lo Stato ci ha versato i fondi pattuiti, circa sei milioni, solo qualche settimana fa. L'edificio è di nostra proprietà e possiamo avviare i lavori celermente, ma occorrerà almeno un anno pe completarli". Però il partito democratico veneto contesta i ritardi e il Governo tira le orecchie alla Regione, dichiarandola inadempienti e prospettando la nomina di un commissario. "Faccia pure, l'autorità commissariale non potrà fare altro che impegnarsi ad accelerare il cantiere già previsto. Abbiamo lo stesso obiettivo".










