di Angela Pederiva
Il Gazzettino, 12 marzo 2026
Carceri, audizione in Regione per i vertici del Due Palazzi e di Montorio. L’incontro in commissione Legalità del Consiglio regionale. Salute mentale e giovane età dei detenuti. Sono le due emergenze delle carceri in Veneto, secondo quanto è emerso ieri in commissione Legalità del Consiglio regionale dall’audizione dei vertici della casa di reclusione Due Palazzi di Padova e della casa circondariale di Montorio Veronese. “Nelle prossime sedute faremo un focus sugli altri istituti penitenziari”, ha annunciato il presidente Gianpaolo Trevisi (Partito Democratico), al termine della convocazione chiesta in particolare da Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra) dopo i casi di suicidio.
Ostanel si è appuntata alcuni numeri, esposti dalle direttrici Maria Gabriella Lusi per Padova e Mariagrazia Bregoli per Verona, intervenute con i rispettivi comandanti Giuseppe Testa e Alessandro Bracaglia. Nel carcere padovano i reclusi sono attualmente 673, a fronte di una capienza regolamentare di 432 e tollerabile (cioè i posti disponibili) di 786. Gli stranieri sono 376 e gli ergastolani 57, ma si contano anche 60 fruitori di permessi premio, 13 detenuti che lavorano all’esterno e 28 ristretti in semilibertà, nonché 60 iscritti al percorso universitario che si aggiunge ai corsi di istruzione superiore e formazione professionale. Ogni mese vengono erogate 404 ore mensili di supporto psicologico, ma è stato spiegato ai consiglieri regionale che ne servirebbero di più, visto il rischio suicidario evidenziato pure da una recente circolare.
Nel penitenziario veronese, su 630 detenuti 65 (cioè il 10%) sono giovani adulti, prevalentemente fra i 18 e i 22 anni. Il tema della salute mentale è sentito anche per la presenza di due articolazioni: il reparto di osservazione psichiatrica, dove le persone possono restare un mese per valutare la compatibilità o meno delle loro condizioni con la cella; l’ala a cui sono assegnati, teoricamente per non più di un anno e mezzo, i reclusi affetti da gravi patologie psichiatriche.
Le criticità - Ecco dunque le due criticità, così sintetizzate dalla consigliera Ostanel: “La prima riguarda la salute mentale delle persone detenute: cresce il numero di chi presenta diagnosi psichiatriche o è già in trattamento, ma il personale sociosanitario e psicologico a disposizione continua a essere troppo scarso rispetto a quanto stabilisce il Regolamento di esecuzione. La seconda emergenza riguarda l’abbassamento dell’età della popolazione detenuta. Anche qui la normativa è chiara: sezioni separate per una popolazione che richiede maggiore tutela. Ma anche questo oggi non avviene, con conseguenze evidenti sulla qualità della detenzione, sui percorsi educativi e sulla tenuta complessiva delle strutture. Per questo ho chiesto che la Regione convochi subito l’Osservatorio permanente sulla salute in carcere, che non viene riunito da anni e che invece dovrebbe essere il luogo in cui raccogliere dati, monitorare criticità e costruire risposte adeguate”.
Sulla necessità di maggiore attenzione al disagio mentale dei detenuti ha concordato la vicepresidente Rosanna Conte (Lega): “È quindi necessario garantire loro un aiuto sotto l’aspetto sociale e approntare quindi un sistema socio-assistenziale-sanitario che li possa accompagnare fino eventualmente al momento del loro rilascio”.











