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di Michele Fullin

Il Gazzettino, 1 febbraio 2026

L’allarme della presidente della Corte d’appello di Venezia, Rita Rigoni: “Suicidi, tentativi e episodi di autolesionismo sintomi di profondo malessere”. Ostellari: “In Italia previsti quasi 5mila nuovi posti”. La riforma della magistratura, il dramma dei suicidi nelle carceri e i tempi sempre più lunghi per istruire i processi “di prossimità” come quelli del giudice di pace. Al di là della situazione difficile del distretto di Venezia sotto il profilo delle scoperture di personale e del grande sforzo portato avanti per ridurre gli arretrati, ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 è tornata la polemica sulla riforma Nordio che sarà oggetto di referendum del 22-23 marzo.

Se da un lato la presidente della Corte, Rita Rigoni, ha citato le parole del Capo dello Stato per ricordare quanto sia pericoloso indebolire il ruolo e la funzione della Magistratura e quanto invece sia necessario il “reciproco rispetto tra le istituzioni”, la consigliera del Csm Maria Luisa Mazzola ha attaccato apertamente le recenti modifiche approvate dal Parlamento, sia costituzionali che ordinarie. “Non si comprende - ha detto - come la riforma costituzionale possa contribuire a migliorare la qualità e l’efficienza della giurisdizione”. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha risposto a margine della cerimonia: “Chi fa l’ennesima battaglia per il no, va bene, lo faccia, ma non si può lamentare se poi qualcuno sottolinea le bugie”.

Inevitabile l’accento sulla situazione carceraria, dopo i due suicidi avvenuti in settimana al Due Palazzi di Padova. “A fronte di una capienza regolamentare di 1.938 posti - ha osservato Rigoni - al 30 giugno erano presenti negli istituti penitenziari veneti 2mila 793 detenuti, di cui 438 stranieri e 156 donne. Elevato è il numero dei suicidi e vi è un preoccupante aumento di tentativi di suicidio e di episodi di autolesionismo, sintomi di un profondo malessere”.

“Quello dei suicidi in carcere è un fenomeno che va affrontato su più livelli e in sinergia con le strutture specializzate in grado di supportare interventi di carattere psichiatrico e sociosanitario - ha aggiunto il sottosegretario - e ricordo sempre che dobbiamo fare ricorso alla misura nelle parole e nelle dichiarazioni quando c’è di mezzo un atto così drammatico. Sono in corso di realizzazione in tutto il Paese 4mila 679 nuovi posti detentivi per il 2026 e stiamo modificando l’ordinamento penitenziario per agevolare il “ponte” tra il carcere e il mondo esterno. Il 98 per cento di chi impara un mestiere quando esce non delinque più. È il futuro”.

Le cifre sono impietose quando si parla di percentuali di scopertura della pianta organica degli amministrativi, che in Veneto sono del 40 per cento in media, con una punta del 48,5 a Venezia, Vicenza (48,6), Belluno (44.4). Ancora peggio la percentuale degli Uffici del Giudice di pace (66,67 per cento a Venezia, 80 a Belluno, 58,33 a Vicenza). Per quanto riguarda la magistratura, la scopertura dei Tribunali ha una media del 22%. In Corte, nonostante la carenza di organico, sono diminuiti i procedimenti pendenti: da 5mila 321 a 4mila 580 per il settore Civile/Lavoro, mentre nel Penale si è passati da 8mila 342 procedimenti a 7mila 113. Questo nonostante l’ultimo anno ci siano stati processi molto impegnativi sia per numero di imputati che per complessità. Desta allarme l’aumento delle richieste di rinvio a giudizio anche per reati gravi nei procedimenti minorili, dovuti sia alle “baby gang” che a giovani che hanno disturbi psichici o dipendenze.

Un focus sui reati è stato infine è stato fatto dal Procuratore generale Federico Prato. “Costante è la presenza del fenomeno della criminalità organizzata di tipo mafioso - ha osservato - che vede prevalentemente l’aggressione delle province di Padova, Verona e Venezia e, in misura minore, Vicenza. Assai preoccupante è anche l’iscrizione di due procedimenti riguardanti minori aventi ad oggetto la propaganda dello stato islamico sui social”. Infine, riguardo i reati in materia di violenza di genere, che hanno un trattamento d’urgenza tramite il Codice rosso, nel Distretto sono stati iscritti 2mila 166 procedimenti, di cui 228 sono sfociati in richieste di misura cautelare.