Il Gazzettino, 11 aprile 2020
Gli agenti penitenziari sono preoccupati e chiedono più sicurezza. Il segretario provinciale dell'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, Carmine Napolitano, ha scritto alla direttrice di Santa Maria Maggiore, Immacolata Mannarella, al provveditore regionale triveneto dell'amministrazione penitenziaria, Gloria Manzelli, e al Garante dei detenuti, Sergio Steffenoni, per sollevare il problema delle perquisizioni ordinarie effettuate nelle stanze dei detenuti. "Ogni mattina a svolgere tale servizio sono impegnati 4-5 agenti in uno spazio di 10 metri quadrati - lamenta il segretario dell'Osapp - Tale operazione comporta la violazione dei decreti in merito al contenimento della pandemia (che vietano la creazione di assembramenti e stabiliscono una distanza minima di 1 metro) e rischia di mettere a repentaglio la salute di tutta la popolazione detenuta".
Il rappresentante sindacale evidenzia come tra il personale che presta servizio in carcere vi siano dipendenti che hanno tra i membri della famiglia infermieri e medici, e dunque potrebbero essere inconsapevolmente fonte di contagio. "Chiederemo dunque che l'attività di perquisizione venga temporaneamente sospesa, o almeno ridotta sensibilmente nel numero di addetti impiegati e nel numero di perquisizioni settimanali"










