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Corriere del Veneto, 23 luglio 2025

Emergenza cimici nel carcere di Santa Maria Maggiore. Nell’istituto penitenziario maschile diversi detenuti hanno riportato morsi ricondotti alle cimici da letto. La direzione sta cercando di affrontare il problema, ma le soluzioni fino ad adesso adottate non hanno portato alla soluzione. La direzione del carcere ha fatto sapere che “da tempo è impegnata ad affrontare ogni eventuale criticità all’interno della struttura, anche di natura igienico sanitaria”. In questo caso gli interventi sono coordinati dall’Usl 3 Serenissima che sta seguendo il caso.

“Confermiamo che si sono registrati alcuni casi localizzati di infestazione da cimici, immediatamente affrontati con interventi tecnici da parte di ditta specializzata - ha sottolineato la direzione del carcere - Tuttavia, consapevoli della complessità di tali fenomeni in ambienti comunitari e della necessità di adottare misure risolutive e non solo contenitive, è già stata disposta una nuova procedura di disinfestazione mediante tecnologia ad alta temperatura, considerata dagli esperti uno degli approcci più efficaci nel debellare stabilmente il problema”.

Sarebbero infatti diversi i detenuti che hanno riportato punture su tutto il corpo che provocano un prurito continuo e uno stato di disagio dovuto al fatto che l’insetto è difficile da debellare. Proprio per questo è in corso la sostituzione progressiva dei materassi nelle aree interessate e un monitoraggio per la valutazione di eventuali manifestazioni cutanee segnalate dai detenuti. Ad aggravare la situazione c’è il sovraffollamento: attualmente al maschile ci sono circa 270 persone per una capienza di un centinaio di posti in meno.