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veneziatoday.it, 26 gennaio 2025

La cerimonia si è svolta sabato mattina alla Corte d’Appello di Venezia. Protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia: hanno lasciato l’aula quando ha parlato il sottosegretario Ostellari. Una cinquantina di magistrati, sabato mattina, hanno abbandonato la sala della Corte d’Appello di Venezia prima dell’inizio del discorso del sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025. Una protesta ampiamente annunciata, contro la riforma della giustizia varata dal ministro Carlo Nordio, che prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Al termine del discorso di Ostellari, i magistrati hanno fatto rientro in aula, per il discorso del procuratore generale, Federico Prato.

Così come anticipato venerdì nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti, Prato ha fatto il punto sulla giustizia in Veneto, evidenziando anche le criticità. A partire dal sovraffollamento delle carceri: a fronte di una capienza di 1.947 posti, negli istituti penitenziari del Veneto sono reclusi 2.675 detenuti, poco meno della metà dei quali (1.261) stranieri. Il dato delle presenze in carcere è “davvero preoccupante” e in costante aumento rispetto quello degli anni precedenti, ha rilevato il procuratore geneale: nel 2023 i detenuti erano 2.481, nel 2022 2.345 e nel 202, invece, 2.345. Tutti gli istituti penali “segnalano una presenza di detenuti superiore a quella regolamentare, con la sola eccezione della Casa di Reclusione femminile di Venezia - ha precisato Prato -. ln particolare significative sono le percentuali di sovraffollamento nelle case circondariali di Verona, Vicenza, Venezia e anche in quella di Padova dove da tempo sono assegnati anche detenuti definitivi con pena inferiore a cinque anni”.

Cresce il numero dei suicidi (anche quelli tentati), ma “per la prima volta da anni - ha aggiunto Prato -, si registra un lieve calo degli atti di autolesionismo il cui numero è comunque ancora significativo. Drammatica è stata la situazione, in particolare, presso la casa circondariale di Verona, dove si sono registrati, nel periodo in esame, cinque degli otto suicidi”.

A preoccupare è anche l’aumento dei reati in materia di libertà sessuale e stalking, per i quali si registra una impennata del 43%, con sei femminicidi. “Sempre più frequenti - ha precisato Prato - sono i casi di maltrattamento in danni di genitori anziani o comunque di familiari da parte di figli o compagni conviventi, affetti da problematiche di ludopatia e/o di dipendenza alcolica o da sostanze stupefacenti. In tali casi il ricorso allo strumento repressivo-cautelare appare di limitata efficacia e dimostra la scarsa presenza del sistema pubblico assistenziale”.