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di Francesco Furlan

 

La Nuova Venezia, 24 dicembre 2020

 

Il virus è entrato nel carcere maschile di Santa Maria Maggiore, sono 23 i detenuti risultati positivi nel braccio sinistro del carcere e messi in isolamento, in parte in uno spazio Covid che era già stato predisposto proprio per far fronte a emergenze di questo tipo, e in una sezione sopra l'infermeria. Ai detenuti si aggiungono tre agenti della polizia penitenziaria.

C'è preoccupazione tra i detenuti, raccolta anche dai loro avvocati, in un periodo come il Natale che, se pur in uno spazio di privazione della libertà, serviva a cercare un po' di serenità. A causa della diffusione del virus, infatti, è saltato il pranzo di Natale che doveva esserci l'altro ieri, solitamente offerto dalla Cooperativa il Cerchio, e sono saltati anche gli appuntamenti per la consegna di alcuni doni, sempre grazie ai volontari che ruotano attorno al carcere, e la messa con il patriarca Francesco Moraglia.

Degli oltre venti detenuti trovati positivi al Covid 19 solo due avrebbero lievi sintomi - un po' di febbre - mentre gli altri sarebbero tutti asintomatici. L'allarme è scattato giovedì quando un detenuto è stato trovato positivo. Nelle ore successive, utilizzando i tamponi rapidi, è stato fatto lo screening tra tutti i carcerati e il personale, e 23 detenuti sono stati trovati positivi.

"È stato fatto un lavoro grandissimi grazie al dotto Vincenzo De Nardo e a tutto il personale infermieristico che è riuscito a organizzare lo screening in poco tempo", commenta Sergio Steffenoni, Garante dei diritti dei detenuti, "e questo ha permesso di isolare subito i detenuti positivi".

Un lavoro non facile, che ha registrato qualche momento di tensione, rimasto però circoscritto a un paio di episodi. Anche tra gli agenti della polizia penitenziaria sono stati risultati positivi, e ora si trovano a casa in isolamento. Tutti i detenuti positivi erano ospiti del braccio sinistro del carcere, e sono stati quindi messi in isolamento per evitare la diffusione del virus in altre aree del carcere veneziano. Del focolaio all'interno del carcere è stato informato il magistrato dell'ufficio di sorveglianza. Un nuovo giro di tamponi è previsto dopo Natale: permetterà di capire sei i detenuti contagiati si sono "negativizzati" - come si dice in gergo - o se sarà necessario aspettare ancora qualche giorno prima di riprendere tutte le attività che nel frattempo è stato necessario sospendere.