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di Monica Zicchiero

Corriere del Veneto, 27 agosto 2026

Nuova emergenza dopo quella di un anno fa, celle infestate. Nessun accesso da due settimane. Ci sono di nuovo le cimici dei letti nelle brande del carcere circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. E da prima di Ferragosto, tutti gli arrestati convalidati dal giudice per le indagini preliminari o dal giudice monocratico per direttissima, quelli presi in flagranza da carabinieri e polizia non trovano più accoglienza in città e vengono mandati al Due Palazzi di Padova. Perché a Venezia non c’è più posto. È ancora presente una infestazione di cimici, conferma il garante dei detenuti Ferdinando Ciardiello, che per decenni è stato educatore nella struttura ed è stato designato a rappresentare i coscritti dalla giunta di Simone Venturini: “In alcune sezioni è programmata la sanificazione. L’anno scorso si era scoperta un’infestazione e l’allora direttore aveva acquistato macchinari appositi che vengono tuttora adoperati. È emerso di recente che da soli non sono sufficienti”.

Il momento in cui è stato chiaro alla città che Santa Maria Maggiore era al limite della capienza è stato il 13 agosto, quando un piromane di Roncade reo confesso di aver appiccato quattro incendi nel territorio di Ceggia dal 3 al 13 agosto (“Sono stato io, volevo fare pulizia”, aveva ammesso davanti alla gip Benedetta Vitolo) era stato mandato a Padova perché Venezia era “in overbooking”, stando alle parole del giudice per l’udienza preliminare Alberto Scaramuzza. E da allora è stato un tutt’uno di conferme di custodia cautelare in carcere di ex compagni o mariti violenti. Sono almeno due procedimenti al giorno in aula da codice rosso e per gli incalliti della cattiveria contro le donne il carcere è la regola. Tutti coscritti a Padova. Non a Venezia, perché in città non c’è più posto. “Il numero di detenuti oscilla tra 270 e 290 - informa il garante - Ricordo bene i periodi nei quali erano 350, perché ero operatore sociale, all’epoca. Si mettevano i detenuti a dormire a terra. Fortunatamente da allora le leggi sono cambiate e ad ogni detenuto va garantito uno spazio di almeno tre metri quadri”.

L’emergenza cimici era già scoppiata a luglio 2025. Gli insettini che pungono chi dorme, viaggiano con le valigie e i borsoni, vanno il letargo in inverno, sono capaci di stare anni senza nutrirsi ma in estate si risvegliano e pungono. Allora il divieto di nuovi ingressi a Venezia era arrivato dal Provveditorato regionale alle carceri causa emergenza sanitaria. Una condizione che pare si sia replicata anche per questa estate. La nuova direttrice reggente del carcere di Venezia Rosanna Gargano, subentrata ad ottobre dopo Farina, ha preso nuovamente a cuore la questione che è riesplosa a fronte di numerosi ingressi (più di uno al giorno) e della permanenza degli insetti nelle brande. “La giunta Venturini ha mostrato di avere sensibilità per la situazione dei detenuti - informa il garante - Sono stato ieri in carcere per colloqui. La collaborazione è ottima anche con la Camera penale veneziana”.