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di Marco Belli

gnewsonline.it, 10 luglio 2024

Creare e promuovere opportunità di lavoro retribuito per i detenuti, che avranno così la possibilità di acquisire anche nuove competenze professionali spendibili nel mercato dell’occupazione una volta usciti dal carcere. È l’obiettivo del protocollo d’intesa “Rinasco con l’arte - Detenute e detenuti al lavoro alla Biennale”, sottoscritto nei giorni scorsi dai direttori degli istituti penitenziari di Venezia Santa Maria Maggiore, Enrico Farina, e Venezia Giudecca, Mariagrazia Bregoli, con il presidente della Fondazione Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, la responsabile dell’Ufficio interdistrettuale dell’esecuzione penale esterna (UIEPE) Annamaria Raciti e la presidente dell’Associazione Seconda Chance Flavia Filippi.

L’intesa intende realizzare misure e interventi finalizzati a implementare l’offerta lavorativa rivolta ai detenuti attraverso il pieno coinvolgimento delle strutture dell’esecuzione penale con il territorio veneziano e la sua comunità di imprese.

Nello specifico, la Fondazione Biennale di Venezia offrirà ai detenuti della Casa circondariale e alle detenute della Casa di reclusione femminile opportunità di impiego retribuito all’interno sue sedi presso l’Arsenale, i Giardini, il Lido e Ca’ Giustinian. Servizi di ristorazione, decoro del verde, manutenzione edile, portierato, pulizie, ma anche attività di supporto alla logistica e all’accoglienza dei visitatori nelle iniziative e nelle manifestazioni della Biennale: saranno individuati sensibilizzando e coinvolgendo nel progetto le aziende fornitrici di servizi accessori e strumentali che già collaborano con la Fondazione.

I detenuti saranno selezionati presso i due istituti attraverso ricognizioni curate dall’Associazione Seconda Chance insieme ai responsabili delle aree educative e trattamentali e l’UIEPE di Venezia. Successivamente saranno formati a svolgere le attività lavorative individuate, alle quali potranno accedere attraverso appositi programmi di ammissione al lavoro all’esterno o alla semilibertà approvati dalla magistratura di sorveglianza della città lagunare. Il protocollo avrà una durata di tre anni e potrà essere tacitamente rinnovato per un ulteriore triennio.