ansa.it, 15 luglio 2024
“Emergenza penitenziaria senza precedenti”, accusa Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Ennesimo suicidio in carcere. La vittima era originaria di San Donà di Piave, si chiamava Alessandro Patrizio Girardi, 37 anni da poco compiuti, detenuto per vari reati connessi allo spaccio di stupefacenti, nella notte è stato trovato impiccato con il lenzuolo nella sua cella della Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia. A nulla sono valsi i soccorsi.
56esimo suicidio tra le sbarre - “Salgono così a 56 i morti suicidi in quello che appare come un bollettino di guerra”. Così Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, commenta l’ennesimo suicidio nelle carceri del Paese, ma che è invece il tragico conteggio di persone nelle mani dello Stato e che lo Stato non riesce a tutelare. A questi bisogna poi aggiungere i 6 appartenenti alla Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Una mattanza irrefrenabile”.
“Emergenza penitenziaria senza precedenti” - “Siamo nel pieno di un’emergenza penitenziaria senza precedenti. 14.500 detenuti oltre il massimo ospitabile, 18mila unità mancanti alla polizia penitenziaria, omicidi, suicidi, proteste collettive e disordini frequentissimi, risse, stupri, aggressioni, incendi, devastazioni, evasioni, traffici di sostanze, telefonini e armi, ma cos’altro deve accadere per suscitare un proporzionato intervento del Governo e del Parlamento? Si aspetta una strage ancora più grave? Un’evasione di massa? Cosa? Perché è chiaro che andando avanti così qualcos’altro di irreparabile accadrà ben presto”, aggiunge il Segretario della Uilpa Pp.
“Servono interventi eccezionali” - “È di tautologica evidenza che un’emergenza come quella in essere non possa essere affrontata con misure ordinarie, tantomeno con inutili decretini come quello recentemente licenziato dal Governo. Servono interventi eccezionali e con carattere d’urgenza per deflazionare subito la densità detentiva, consentire cospicue e reali assunzioni straordinarie e accelerate nella Polizia penitenziaria e assicurare l’assistenza sanitaria e psichiatrica.
“Fermare la strage” - “Negli ultimi tre giorni, altri tre suicidi in carcere, uno a Montorio (Verona), un altro a Monza e l’ultimo stanotte a Venezia. Cosa aspetta il governo a fermare la strage?”. Così il vicecapogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario di Demos, Paolo Ciani, alle notizie giunte in queste ore di tre nuovi suicidi di detenuti. “Il penitenziario di Verona ha visto il sesto suicidio dall’inizio dell’anno e detiene il triste primato di primo istituto per suicidi in Italia. Sabato un detenuto di si è tolto la vita nel carcere di Monza. Stanotte un uomo di 37 anni si è impiccato nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia.
Ai suicidi tra i detenuti si aggiungono quelli tra gli agenti della polizia penitenziaria, il sesto la scorsa settimana a Roma, a manifestare un sistema malato, che non solo non risponde ai dettami della Costituzione, che vorrebbero la pena tendesse alla rieducazione del condannato, ma ha trasformato il carcere in luoghi invivibili per tutti quelli che li frequentano: detenuti, agenti, personale sanitario, personale civile, volontari. Non c’è più tempo: il governo deve intervenire subito”, conclude Ciani.










