di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 28 luglio 2024
Visita di Zanella e Bettin: sovraffollamento. Il consigliere: alloggi per chi lavora. Il caldo soffoca, lo spazio manca anche per andare a passeggiare nell’ora d’aria o se, in regime di celle aperte, in certi settori di detenzione si potrebbe anche muoversi oltre i metri angusti dei cunicoli con le sbarre. Però è carente la superficie da poter calpestare. E a volte, quando uno sta male, non si può fare una visita specialistica perché ci vogliono mesi. Tutto pesa. Esaspera. E rende la vita in carcere, anche al Santa Maria Maggiore di Venezia, difficile da sostenere. Al punto che basta un diniego a una richiesta o una mancata risposta a far esplodere la tensione, come è successo cinque giorni fa.
Due detenuti tunisini hanno messo a ferro a fuoco la rotonda (che collega i settori destro e sinistro al piano terra): uno voleva il trasferimento, l’altro aveva esigenze di tipo sanitario. Nessuno dei due è stato accontentato. “I segni della ribellione erano ancora visibili. I vetri della guardiola degli agenti penitenziari li abbiamo trovati rotti”, racconta l’onorevole di Alleanza Verdi e sinistra Luana Zanella che ieri, con il capogruppo di Venezia Verde Progressista in consiglio comunale, Gianfranco Bettin, ha visitato il penitenziario lagunare. “Sto vedendo uno alla volta tutti gli istituti nel Paese. Dobbiamo essere un punto di riferimento e portare le istanze in Parlamento. Già 59 persone si sono tolte la vita in carcere da inizio anno. L’ultimo è un trentenne trovato morto a Rebibbia due giorni fa. E non solo i detenuti compiono gesti estremi, anche i poliziotti penitenziari- dice Zanella-. Segno di un ambiente malsano”.
Il sovraffollamento è evidente. “Venezia ha una struttura di celle piccole, non ha aree per camminare. Il caldo afoso che ormai va da maggio a ottobre aggrava la situazione- argomenta Bettin-. Manca personale, ispettori e sovrintendenti soprattutto. Lavorerò in Consiglio per chiedere alloggi e più posti nel parcheggio al Tronchetto per facilitarne la mobilità”. Zanella intende portare alla Camera proposte di misure che riducano la pressione negli istituti (amnistie, indulti, accelerazione della rimessa
“Nell’area verde, a ridosso del quartiere Cita, a compensazione dell’enorme intervento edilizio previsto su Marghera, per alcuni grandi alberi è iniziato l’abbattimento”. La denuncia è del comitato Marghera Libera e Pensante che ieri ha organizzato una protesta nell’area. “Abbiamo visto distruggere le grandi piante senza essere informati. Gli alberi non si abbattono, si conservano”. Dieci giorni fa il comitato ViviAmo Marghera aveva avvertito la polizia locale accorgendosi dell’abbattimento di alberi in corso in via Ulloa, nell’area Cediv. “Non c’è stata segnalazione di inizio lavori. Ringraziamo i vigili per il loro intervento. Non ci fermeremo, sperando che gli ultimi alberi di grosso fusto non vengano sradicati”. (a. ga.) in libertà dei reclusi ormai vicini al fine pena). “In attesa- dice- di interventi strutturali e del cambio della legge Bossi-Fini che considera reato la clandestinità”. Sofferenza e insofferenza fanno scoppiare ribellioni e mettono a dura prova il personale. “A Venezia ci sono agenti giovanissimi- prosegue l’onorevole- Hanno un punteggio maggiore rispetto agli altri, però succede che quando hanno maturato i requisiti per chiedere il trasferimento se ne vanno”.
Il sovraffollamento che qui, secondo la parlamentare di Sinistra, è meno accentuato rispetto al Regina Coeli o al Rebibbia, si aggrava per la presenza di persone con dipendenze e problemi psichiatrici. “Serve la collaborazione con il Comune per l’inserimento al lavoro, in carcere e fuori - ribadisce il consigliere Bettin. I detenuti a Santa Maria Maggiore sono sempre più giovani perché è cambiata la legge. In tema di rave party e dipendenze situazioni che prevedevano multe adesso costituiscono reato e sono punite con la carcerazione. Bisogna agire anche su questo e tenere alta l’attenzione”.









