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di Giulia Zennaro

Il Gazzettino, 16 luglio 2024

Marco Foffano è il Garante dei detenuti di Venezia; ieri ha avuto la notizia del suicidio di un detenuto dalla direttrice del carcere di Santa Maria Maggiore, Mariagrazia Bregoli.

Si poteva evitare questa ennesima tragedia?

“Quello di Alessandro Girardi è il classico “caso silente”: non aveva mai dato segni di fragilità o manifestato intenti autolesionistici e per questo non era stato attuato il protocollo sanitario, al quale partecipano anche i compagni di cella. Si tratta di procedure non semplici da attuare e il problema è sempre lo stesso: manca il personale. Gli agenti di polizia penitenziaria sono pochi, mal pagati, fanno turni massacranti e sono anche loro a rischio suicidio. Servirebbero più psicologi: un agente, per quanto preparato, non può sostituirsi a una figura formata appositamente per intercettare un disagio. Quello di Gerardi è l’ennesimo episodio: salgono a due i suicidi a Venezia, ce ne sono stati tre a Verona, il che porta il Veneto a cinque in totale. A livello nazionale siamo a 56; numeri impressionanti”.

Lei ha visitato personalmente il carcere di Santa Maria Maggiore, com’è la situazione?

“In questa stagione è sempre critica: fa caldo, i detenuti e il personale possono contare solo sui ventilatori per rinfrescarsi e il sovraffollamento non aiuta. Nel carcere maschile al momento ci sono circa 250 detenuti, a fronte di uno spazio che dovrebbe contenerne 160; siamo di fronte a un affollamento del 145%. Ci sono celle da due persone che sono occupate anche da una terza, come nel caso di Girardi: ma si trovano anche celle con sei o sette persone tutte insieme. Non in tutti i piani del carcere ai detenuti è concesso muoversi, ce ne sono alcuni in cui devono stare nelle celle, e questo aumenta l’isolamento. In più, lo dico sempre, l’ozio diventa un supplemento di pena”.

C’è anche il problema della mancanza di figure specializzate...

“Il personale, come già detto, scarseggia: mancano gli psicologi e gli agenti di polizia penitenziaria sono pochi. Era stato detto che ci sarebbe stato un incremento di 15 unità, ma in realtà si tratta di personale che va a sostituire agenti che se ne vanno o vengono trasferiti, quindi di che aumento parliamo?”

Cosa proponete?

“Incrementare il personale nell’area educativa, gli psicologi, gli agenti di polizia penitenziaria. Aumentare l’offerta lavorativa: molto bene l’accordo con la Biennale per formare detenuti da inserire lavorativamente. Inoltre, bisogna pensare a forme di pena alternative al carcere per chi commette reati minori”.