di Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 28 aprile 2024
Il Papa a Venezia, visita il carcere femminile della Giudecca: “Nessuno deve togliere la dignità alle persone”. Il suo elicottero è atterrato direttamente nel cortile interno del carcere femminile sull’isola della Giudecca: papa Francesco è giunto poco prima delle otto a Venezia, per visitare il padiglione della Santa Sede nell’istituto di pena, e per prima cosa ha voluto incontrare le detenute.
“Chi uscirà più ricco sono io” - “Ho desiderato incontrarvi all’inizio della mia visita a Venezia per dirvi che avete un posto speciale nel mio cuore”, ha detto Jorge Mario Bergoglio: “Oggi tutti usciremo più ricchi da questo cortile, e il bene che ci scambieremo sarà prezioso, e forse chi uscirà più ricco sarò io”.
Il programma della giornata - Nel corso della mezza giornata che trascorrerà a Venezia, il Papa visiterà il padiglione, incontrerà gli artisti e successivamente si trasferirà in motoscafo alla basilica di Santa Maria della Salute, dove incontrerà i giovani cattolici veneti, e infine celebrerà messa in piazza San Marco, dove fin dall’alba hanno iniziato ad affluire centinaia di fedeli.
La dignità e la speranza - Dopo aver salutato in sedia a rotelle una per una le 80 donne ospiti in un cortile del carcere, il Papa ha incentrato il suo discorso sul tema della dignità di ogni persona: “Il carcere - ha detto Francesco - è una realtà dura, e problemi come il sovraffollamento, la carenza di strutture e di risorse, gli episodi di violenza, vi generano tanta sofferenza. Però può anche diventare un luogo di rinascita, morale e materiale, in cui la dignità di donne e uomini non è messa in isolamento, ma - ha proseguito tra gli applausi delle detenute - promossa attraverso il rispetto reciproco e la cura di talenti e capacità, magari rimaste sopite o imprigionate dalle vicende della vita, ma che possono riemergere per il bene di tutti e che meritano attenzione e fiducia: nessuno deve togliere la dignità di una persona, nessuno”.
“Tutti abbiamo fatto errori” - “Per favore - ha insistito il Papa tra gli applausi delle detenute - non non isolare la dignità ma dare nuove possibilità! Non dimentichiamo che tutti abbiamo errori di cui farci perdonare e ferite da curare - io anche - e che tutti possiamo diventare guariti che portano guarigione, perdonati che portano perdono, rinati che portano rinascita. Cari amici e amiche, rinnoviamo oggi, io e voi, insieme, la nostra fiducia nel futuro. Non chiudere la finestra: sempre, guardare l’orizzonte, sempre guardare la speranza: a me”, ha detto il Papa, “piace pensare la speranza come un ancora, ancorata nel futuro e noi abbiamo in mano la corda. Proponiamoci di cominciare ogni giornata dicendo: oggi è il momento adatto, oggi è il giorno giusto, oggi ricomincio, sempre, per tutta la vita”.









