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Corriere del Veneto, 13 giugno 2023

Oggi studentesse e studenti nelle vesti di attrici e attori entrano nel carcere della Giudecca di Venezia con lo spettacolo “Monologhi immortali”, nell’ambito del progetto “Teatrando”. La pièce porterà in carcere brani dalle Troiane di Euripide, da Medea e da Filumena Marturano. È una delle tappe del progetto che porta ragazzi e ragazze dentro le carceri del Veneto, per “Teatrando: giovani e scuola in scena”, promosso dal Vicariato di Este. Studentesse e studenti del liceo artistico Ferrari di Este, del liceo scientifico Cornaro di Padova, dell’istituto tecnico Calvi di Padova, protagonisti nelle pièce già entrate nella Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova e nella Casa circondariale di Rovigo.

Oggi ragazze e ragazzi vanno in scena nel carcere della Giudecca di Venezia, coordinati dal regista Ivano Bozza. Sul palco tre madri, Andromaca-medea-filumena Marturano, protagoniste di pagine della letteratura classica e contemporanea, da Euripide ad Edoardo De Filippo. Filo conduttore dei “Monologhi immortali” il rapporto madre e figli, la maternità nei suoi più reconditi recessi. Con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Padova, dopo tre anni di interruzione, causa pandemia, il “Teatro della Scuola” è tornato dentro le carceri del Veneto.

“Teatrando: giovani e scuola in scena” è un progetto ventennale, promosso dal Vicariato di Este, che vuole focalizzare l’attenzione sui percorsi formativi dei tanti laboratori teatrali scolastici di Istituti superiori, valorizzando il talento di studentesse attrici e studenti attori, animati da una grande passione per il teatro.

“Da tempo l’amministrazione delle carceri riconosce il teatro come risorsa importante e formativa - dice Manuelita Masìa, coordinatrice del progetto “Teatrando” studentesse e studenti sono disponibili ed entusiasti nel presentare negli Istituti penitenziari le pièce teatrali preparate durante l’anno scolastico”. Per informazioni www.progetto-teatrando.it.