di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 17 settembre 2025
Stop dallo scorso 28 agosto, gli arrestati “dirottati” a Padova. Il direttore: disinfestazione in corso. Non si è ancora risolta l’emergenza sanitaria in diverse sezioni del carcere maschile di Venezia, tanto che dallo scorso 28 agosto non si accolgono più nuovi detenuti, che vengono “dirottati” a Padova. Il problema riguarda l’invasione di cimici da letto e va avanti da due mesi. Già lo scorso luglio molti detenuti avevano riportato i morsi dell’insetto, difficile da debellare perché si riproduce velocemente. La direzione aveva avviato specifici interventi che però non hanno portato i risultati sperati, come conferma il recente divieto di portare nuove persone a Santa Maria Maggiore, scritto in una circolare inviata dal Provveditorato regionale del Veneto che avvisa della momentanea sospensione della ricezione di nuovi arrestati al maschile “per emergenza sanitaria”.
“Questa direzione ha avviato un piano di intervento strutturato per fronteggiare il problema delle cimici - spiega il direttore Enrico Farina - È stata infatti acquistata una macchina del calore, tecnologia della quale il nostro Istituto risulta probabilmente l’unico in Italia a dotarsi in autonomia, con un risparmio medio di circa 1.800 euro per ogni singola camera trattata. Grazie a questo investimento, ammortizzato nei primi quattro giorni di utilizzo, si è già completata la bonifica della prima sezione e si sta proseguendo con il trattamento di tutte le stanze”.
Farina ha assicurato che i casi vengono costantemente monitorati dal servizio di medicina penitenziaria che interviene tempestivamente in collaborazione con il personale dell’Istituto per la bonifica immediata degli ambienti. “Il fenomeno riguarda anche altri luoghi come alberghi e comunità - aggiunge - Nel nostro caso, a fronte di oltre 450 nuovi ingressi registrati nell’ultimo anno, è fisiologico che si verifichi qualche episodio, poiché gli insetti possono essere introdotti involontariamente negli indumenti delle persone”. Lo stop a nuovi ingressi, in un carcere che tra l’altro è già sovraffollato con circa 270 detenuti per una capienza di un centinaio in meno, è stato ordinato per consentire con continuità l’attività di bonifica. “L’obiettivo - conclude il direttore - rimane quello di mantenere un livello costante di igiene all’interno dell’istituto”.
Ieri il Garante dei diritti della persona, l’avvocato Mario Caramel, ha snocciolato dei dati sul sovraffollamento in Veneto: “Al 31 dicembre 2024 nelle carceri venete si trovavano 2.722 detenuti dei quali 1400 stranieri, pari al 140% dei posti utilizzabili. Si registra una carenza di 158 unità di personale carcerario e i suicidi sono stati nove, sugli 83 in Italia”. L’attenzione allo stato delle carceri è stata anche oggetto giorni fa di una giornata di iniziative sulla giustizia minorile, realizzata da una delegazione congiunta della Camera Penale Veneziana e di quella napoletana con diversi interventi tra i quali l’avvocata veneziana Annamaria Marin. Tra i dati emersi il forte sovraffollamento nel carcere minorile di Treviso.











