di Daria Bignardi
Vanity Fair, 16 settembre 2026
A pochi passi dal ponte di Rialto, dove più si affollano i visitatori, è appena comparso un negozio che racconta una storia diversa da quella dei suoi vicini. È la storia delle detenute della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, che da vent’anni lavorano in un laboratorio sartoriale all’interno del carcere. Si chiama Banco Lotto N°10, è un progetto cominciato nel 2003 grazie alla cooperativa sociale Il Cerchio Onlus per costruire con le detenute un percorso di inclusione lavorativa. Sotto la direzione artistica di Margherita Uliana, le sarte imparano a disegnare e realizzare a mano gli abiti, in serie limitata e su misura.
E adesso questi abiti sono arrivati nel cuore della città, in una sede progettata da Alfredo Brillembourg e Alessandro Famiglietti di Urbanthink Thank, studio Leone d’oro alla Biennale di Architettura del 2012, che mette al centro il potere del design come motore di cambiamento sociale. Il 10 settembre, le stesse detenute hanno sfilato indossando la loro collezione alla Giudecca. Il mondo esterno entra in carcere, la loro creatività va nel mondo.









