di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 4 luglio 2023
Stava per presentarsi davanti al giudice. È il terzo decesso in carcere nell’ultimo mese. Doveva comparire davanti al giudice ieri mattina per l’udienza di convalida dell’arresto, ma in tribunale a Venezia, Alexandre Santos De Freitas, non è mai arrivato. Origini brasiliane, 52 anni di Montebelluna (in provincia di Treviso), Santos è l’uomo che i carabinieri di Tessera hanno arrestato sabato pomeriggio all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia: aveva lanciato dei petardi con chiodi contro poliziotti e militari “opponendosi con resistenza e violenza” alle forze di polizia.
Ieri alle 9.20, durante il trasferimento dal carcere di Santa Maria Maggiore al tribunale, Santos si è sentito male. Ha iniziato ad avvertire dei dolori addominali. “Ho mal di pancia” le sue parole, prima di accasciarsi. I poliziotti sono intervenuti con le prime manovre di soccorso, tentando la rianimazione con un defibrillatore, in attesa dell’intervento degli operatori del Suem. Ma quando i medici del 118 sono arrivati, non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Un malore, probabilmente un infarto, la causa della morte.
Il sostituto procuratore di Venezia che seguiva il caso, Antonia Sartori, si è recata di persona al penitenziario appena informata dell’accaduto, mentre in tribunale la moglie di Santos - arrivata per l’udienza - è stata messa al corrente del malore mortale del consorte. Sabato, allo scalo di Tessera, tutto era iniziato con una macchina che creava intralcio alla viabilità, e per questo la polizia di frontiera si era messa alla ricerca del proprietario. Nella zona “arrivi”, gli agenti si erano imbattuti proprio in Alexandre Santos che, vedendo avvicinarsi gli agenti, gli si era scagliato contro di loro.
Bloccato e arrestato dai carabinieri di Tessera, il brasiliano aveva lanciato contro le forze di polizia dei petardi modificati in modo da inserirvi dei chiodi. Dopo l’identificazione, il 52enne era stato trasferito al penitenziario, dove ha trascorso il weekend in cella in attesa di comparire davanti al giudice, che non ha fatto in tempo a incontrare.
Per il carcere di Venezia, la scomparsa di Santos è la terza morte in un mese. Le due precedenti sono completamente diverse perché entrambi i detenuti si sono tolti la vita. Il 6 giugno il tunisino 39enne Bassem Degachi non ha retto alla notizia che, per una misura cautelare arrivata a seguito di reati commessi cinque anni prima, avrebbe perso la semilibertà di cui godeva da un anno. Degachi, dopo alcune chiamate alla moglie Silvia, si è tolto la vita e ora per fare luce su cosa sia accaduto nell’arco temporale trascorso da quando la donna ha dato l’allarme fino al ritrovamento del corpo, un’ora circa, la procura ha aperto un’inchiesta.
Il 22 giugno, invece, gli agenti della penitenziaria avevano trovato morto in cella Alexandru Ianosi, 36enne di origini rumene che il 23 settembre 2022 aveva ucciso con più di ottanta coltellate la moglie Lilia Patranjel nella loro casa a Spinea. È stato invece un infarto, in base alle prime ipotesi, a portarsi via ieri Alexandre Santos De Freitas, ex titolare di un piccolo negozio di alimentari a Montebelluna, il “Tropical” di via XXIV Maggio.
Negli ultimi anni il brasiliano aveva avuto delle difficoltà di cui i servizi sociali sembra fossero al corrente. Mai violento, aveva manifestato degli episodi di fragilità psicologica. “ Generoso e buono” - così lo ricordano alcuni amici - ultimamente aveva dato in gestione il negozio e si era trasferito nel Veneziano. Sabato, a causa di quei petardi lanciati, ha destato un grosso allarme. I militari, oltre a perquisire la macchina hanno continuato i controlli nella sua abitazione trovando altri botti: una quindicina di petardi, sempre preparati con dei chiodi. Riguardo alla sua improvvisa scomparsa è possibile che vengano disposti approfondimenti.









