sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Vera Mantengoli

Corriere del Veneto, 20 dicembre 2025

“Ho voluto conoscere ogni detenuta e ho instaurato con ognuna un bel rapporto. A volte mi sento mamma, a volte sorella, ma l’importante è che chi è qui sappia che il dolore può essere condiviso”. Maurizia Campobasso, è direttrice da settembre del carcere femminile, presente ieri alla proiezione del documentario “Le farfalle della Giudecca” di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli con voce narrante di Ottavia Piccolo. Una occasione per stare insieme e per partecipare alla messa del patriarca Francesco Moraglia che, insieme a Piccolo, ha ricordato Alberto Trentin detenuto in Venezuela da oltre un anno. “Ho trovato una struttura accogliente e ringrazio il ministero e il provveditorato alla Giustizia che ci permettono di avviare iniziative come quella di oggi - precisa.

Tra le sfide del 2026 va mantenuto il livello che ho trovato perché quasi tutte le donne sono impegnate in attività e va fatto un nuovo progetto di digitalizzazione di archivi di aziende che abbiamo già avviato con diverse detenute e che può essere utile anche per loro una volta uscite”. Il lavoro è anche il filo conduttore del documentario che dà la parola alle storie delle detenute mostrando quanto sia terapeutico per affrontare la quotidianità in carcere e quanto sia utile per affrontare la vita fuori. Ci sono donne che lavorano in lavanderia, che realizzano vestiti con i tessuti di Rubelli, che si occupano di manutenzione e che curano l’Orto delle Meraviglie e anche donne che lavorano per aziende esterne, come Relight Venice che produce candele di cera che raffigurano dettagli architettonici della città. Perfino il matrimonio di Bezos è entrato in carcere, commissionando 800 di queste candele. Tra le testimonianze, inclusa quella dell’ex direttrice Mariagrazia Bregoli, anche la storia dell’arrivo di Papa Francesco e del Padiglione Vaticano nel carcere, la cui installazione è stata l’occasione per molte donne di imparare a fare le guide, come hanno dimostrato anche ieri spiegando la mostra “I volti della povertà in carcere” nella Cappella Maddalena.