rainews.it, 27 luglio 2026
L’iniziativa, raccontata dalla rivista dei detenuti Ponti, punta a trasformare la passione sportiva in uno strumento di inclusione, responsabilità e reinserimento sociale. Un club simbolico di tifosi del Venezia Calcio nasce all’interno della casa circondariale lagunare con l’obiettivo di fare dello sport uno strumento di rieducazione, socialità e partecipazione alla vita della comunità. L’iniziativa è stata presentata sulle pagine della rivista dei detenuti “Ponti”, che spiega come il progetto vada ben oltre la semplice passione calcistica.
“A prima vista potrebbe sembrare una semplice iniziativa ricreativa. In realtà - si legge nel periodico - un progetto di questo tipo vuole assumere un significato ben più ampio”. Il riferimento è all’articolo 27 della Costituzione, che attribuisce alla pena una finalità rieducativa e di reinserimento sociale. Secondo i promotori, il club potrà diventare uno spazio di confronto e condivisione, favorendo lo sviluppo di responsabilità, rispetto reciproco, capacità relazionali e senso di appartenenza.
Tra le iniziative immaginate ci sono la condivisione delle partite e delle notizie sul Venezia Calcio, incontri dedicati alla storia del calcio lagunare, momenti di riflessione sui valori dello sport e, per i detenuti che potranno usufruire dei permessi premio, anche la possibilità di assistere alle partite allo stadio Pier Luigi Penzo. I promotori auspicano inoltre di poter disporre di almeno un abbonamento a una piattaforma televisiva per seguire le gare della squadra, tornata in Serie A, trasformando il calcio in un’occasione di aggregazione all’interno dell’istituto penitenziario. “Forse qualcuno penserà che si tratti soltanto di calcio - conclude la rivista Ponti -. Eppure, dietro una passione condivisa si nasconde qualcosa di più importante: la possibilità di sentirsi parte di una comunità, di imparare a collaborare e di guardare al futuro con uno spirito diverso”.










