veneziatoday.it, 27 febbraio 2025
Venerdì la delegazione di Radicali e associazioni insieme ad Andrea Martella e Paolo Ticozzi (Pd): “L’unica funzione della pena è quella rieducativa”. Nel pomeriggio dibattito nella sede di Emergency. Il 28 febbraio l’associazione Nessuno Tocchi Caino, insieme ai Radicali di Venezia, al senatore Andrea Martella (Pd) e il consigliere comunale Paolo Ticozzi (Pd) visiteranno la casa di reclusione femminile di Venezia con alcuni esponenti della Camera Penale di Venezia. Si tratta della prima delle visite nelle carceri di Venezia e del Veneto, organizzate dai radicali con Nessuno Tocchi Caino e le associazioni che operano all’interno degli istituti in questo 2025.
Visite volte a monitorare la situazione degli istituti e attirare le attenzioni delle istituzioni. Nel pomeriggio, alle 18, presso la sede di Emergency, si svolgerà la conferenza con la presentazione del libro “La Fine della Pena” di Nessuno Tocchi Caino. La giornata sarà dedicata ad Andrea Franco, l’avvocato recentemente scomparso.
Le istituzioni fanno troppo poco per il reinserimento dei detenuti?
“Per aumentare la sicurezza è imprescindibile assicurare l’unica funzione della pena, ovvero quella rieducativa” dichiara Samuele Vianello dei Radicali di Venezia che lamenta: “Nessun impegno da parte del governo - nonostante le interrogazioni presentate in particolare dal Senatore Martella - e da parte della regione, dove i consiglieri regionali di maggioranza hanno completamente ignorato il report delle visite del 2024 a loro inviato e rifiutato di costituire un intergruppo regionale sul tema penitenziario, come fatto in Lombardia, regione a guida leghista”.
“La situazione delle carceri è drammatica a causa del sovraffollamento, che ha raggiunto in molte regioni, tra cui il Veneto, livelli record. Le condizioni all’interno dei penitenziari sono preoccupanti sia per i detenuti che per il personale, come dimostra l’aumento dei suicidi - commenta Andrea Martella - Come Partito Democratico continuiamo a denunciare questi fatti e a chiedere al governo interventi di varia natura: ricorrere il più possibile alle misure alternative; aumentare il personale, tra cui medici, infermieri, psicologi, formatori; potenziare le attività di formazione e di lavoro per recuperare il più possibile la funzione sociale della pena. La risposta del governo va purtroppo nella direzione contraria. L’ossessivo ricorso al diritto penale di fronte a ogni problema sociale ha implicato l’istituzione di molte nuove fattispecie di reato e il generale aggravamento delle pene”.
“Negli ultimi mesi, nelle commissioni consiliari, abbiamo fatto un percorso di ascolto sulle carceri con le audizioni dei due direttori, dei due garanti e delle realtà associative e lavorative che vi operano” nota il consigliere comunale Paolo Ticozzi, secondo cui sono emerse varie criticità. In particolare quelle riguardo i bambini presenti con le madri all’Icam (l’istituto di custodia attenuata per detenute madri) di Venezia, legate “ai contributi al reddito che eroga il comune alle persone ristrette che stanno facendo percorsi di reinserimento. Speriamo che la visita sia l’occasione per verificare, chiarire e sistemare i problemi emersi”.











