sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Marta Gasparon

 

Il Gazzettino, 8 ottobre 2020

 

La denuncia della Cgil sui due istituti veneziani di Santa Maria Maggiore e Giudecca. Un incontro all'esterno del carcere maschile di S. Maria Maggiore per fare il punto sulla situazione dei penitenziari veneziani.

Oltre che sui contenuti della campagna nazionale "Stare bene dentro", per migliorare le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria. Una mattinata che prevedeva anche una visita alla casa della Giudecca - dove le detenute sono un'ottantina - sospesa per una positività al Covid.

"Una detenuta è arrivata dall'esterno, ma il tampone è stato eseguito solo dopo 7 giorni dall'ingresso - ha spiegato R.C., del coordinamento dell'istituto dell'isola - forse perché era asintomatica. Solitamente all'ingresso ogni detenuto viene messo in isolamento, fino al tampone. Quanto accaduto ha creato malcontento tra il personale".

Parole a cui si è aggiunta la denuncia di ciò che non va nella struttura, girano topi (la derattizzazione viene fatta, ma il problema si trascina da tempo) e mosche. Inoltre non c'è una differenziazione fra i bagni degli uomini e delle donne. I nostri spogliatoi sono angusti". "Il personale è carente e mancano rifornimenti", denuncia Gampietro Pegoraro, coordinatore regionale Cgil Polizia penitenziaria. Sigla sindacale che, oltre ad aderire a "Star bene dentro", si è fatta promotrice di una proposta per una nuova organizzazione del lavoro nelle carceri che prevede pure la formazione del personale "intorno al quale si sta investendo poco.

l 55% della popolazione del nostro istituto - ha detto, riferendosi alla casa circondariale maschile - è costituita da extracomunitari, per un totale di 217 detenuti. Il personale è stressato e non è formato sulla gestione dei conflitti che spesso nascono proprio da incomprensioni di lingua". L'ultima aggressione a S. Maria Maggiore la settimana scorsa, a un agente penitenziario che ha riportato 7 giorni di prognosi.

"Per tutelare il personale dovrebbero essere presi più provvedimenti per i detenuti aggressivi", ha dichiarato B.G., delegato Cgil della Casa circondariale. "E quelli con problemi psichiatrici avrebbero bisogno di cure specifiche" dice Franca Vanto, segreteria funzione pubblica, che aggiunge: "A S. Maria Maggiore ho visto laboratori che funzionano ma allo stesso tempo spazi inadeguati per la parte impiegatizia, indecorosi in un'epoca di digitalizzazione. Le risorse del Recovery Fund dovrebbero arrivare anche ai penitenziari". Inoltre sistemare due aree del carcere per recuperare spazio per il personale.