Il Gazzettino, 10 luglio 2019
I problemi delle carceri veneziane peggiorano di mese in mese. Da un parte, il sovraffollamento di Santa Maria Maggiore, dove cadute dal letto e risse si moltiplicano. Dall'altra, la "normalizzazione" del carcere femminile della Giudecca che una nuova ispezione ministeriale è tornata a imporre. Il tutto mentre si vanno perdendo anche i rapporti con una "città sempre più in vendita".
L'analisi è stata fatta ieri, in Tribunale, dagli avvocati della Camera penale veneziana che hanno chiamato a raccolta anche il garante dei detenuti, Sergio Steffenoni, e i volontari delle associazioni che ogni giorno operano negli istituti carcerari di Venezia, dal Granello di Senape alle Convertite. Per i penalisti veneziani è stata anche una giornata di astensione dalle udienze, in adesione alla manifestazione di protesta indetta dall'Unione delle Camere penali proprio per la mancata riforma dell'ordinamento carcerario.
"Stiamo assistendo a un'involuzione preoccupante nelle nostre carceri - ha denunciato la presidente della Camera penale veneziana, Annamaria Marin. E la tragicità del sovraffollamento e della mancata realizzazione del lavoro in carcere lo dimostrano".
Qualche numero sulla realtà veneziana l'ha fornita l'avvocato Massimiliano Cristofoli Prat: "A Santa Maria Maggiore la capienza è di cento detenuti in più rispetto al limite tollerato. Oggi siamo a 256, ma ad aprile eravamo arrivati anche a 288, quando dovrebbero fermarsi a 163. Si tratta del caso più eclatante di sovraffollamento, come lo ha definito lo stesso Tribunale di sorveglianza di Venezia". Steffenoni ha riferito di tre, quattro sfollamenti dall'inizio dell'anno; di diverse cadute dai letti a castello ("Siamo arrivati alla terza branda a 40 centimetri dal soffitto, con questo caldo intollerabile"); di varie risse anche gravi. Non meno preoccupante la situazione del carcere femminile, dove di recente è stata inviata una nuova ispezione sempre con il compito di "normalizzare" un carcere che era ritenuto un modello.
"Obbligano ad una divisione tra le detenute che fanno attività e chi non le fa - ha spiegato il garante - ma in questo modo sarà difficile fare attività". Steffenoni si è detto preoccupato anche per la "perdita di rapporti con una Venezia in vendita. Molti alberghi non usano più la nostra lavanderia, preferendo altri canali, in questo settore c'è molto nero. La vendita del Bauer mette in discussione la vendita dei nostri prodotti cosmetici. Anche l'orto della Giudecca stava pendendo clientela. Si perdono rapporti e per il carcere è un'ulteriore segregazione".










