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La Nuova Venezia, 3 agosto 2020


"Il carcere femminile di Venezia Giudecca ha fatto il suo tempo. È ora di pensare una buona volta ad una struttura idonea, funzionale ed in terraferma. Investire massicciamente su un edificio vecchio e con limiti evidenti sul piano della sicurezza e della logistica è anacronistico e oltremodo dispendioso per i cittadini".

Lo hanno detto i deputati veneziani della Lega Giorgia Andreuzza, Alex Bazzaro e Sergio Vallotto durante la conferenza stampa a margine della visita istituzionale alla Casa Reclusione Donne di Venezia Giudecca su iniziativa della segreteria regionale dell'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria del Triveneto per verificare le condizioni di igiene, salubrità e sicurezza degli ambienti e luoghi di lavoro del personale anche alla luce dell'emergenza sanitaria.

"Alle donne a gli uomini in divisa che ogni giorno vi lavorano occorre garantire sicurezza - hanno sottolineato gli esponenti leghisti - C'è un evidente problema per l'incolumità del personale, con le detenute a contatto diretto con le donne della polizia carceraria. Per il personale della polizia carceraria, inoltre, raggiungere il luogo di lavoro è a dir poco difficoltoso, tant'è che molte candidate al ruolo optano per altre sedi".

"È ora di adottare provvedimenti concreti. L'acqua alta ha evidenziato le difficoltà di mantenere in laguna un edificio storico e sottoposto a vincoli della Sovraintendenza - proseguono i deputati leghisti ne loro intervento dopo la visita dei giorni scorsi nel carcere della Giudecca - Già nel 2012 la Lega si era battuta per lo spostamento in terraferma della struttura penitenziaria, ma l'amministrazione di sinistra bocciò la proposta. Questi sono i risultati".