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di Riccardo Bottazzo

Il Manifesto, 20 settembre 2026

Almeno quattromila persone hanno sfilato in corteo a Venezia. La manifestazione è stata promossa dal cso Morion e dall’Anpi per rispondere all’aggressione avvenuta una settimana fa ai piedi del ponte di Rialto con conseguente pestaggio di una decina di attiviste ed attivisti del centro sociale da parte di picchiatori riconducibili all’estrema destra che accompagnavano l’influencer bolognese Jolly Time in una delle sue performance “anti degrado”. La città lagunare ha voluto reagire così al pesante clima di scontro xenofobo innescato dalla richiesta della comunità bengalese di aprire una moschea a Mestre.

“Non possiamo accettare che la nostra città diventi un palcoscenico internazionale per chi costruisce campagne di odio xenofobe e razziste. Non possiamo accettare che la destra al potere legittimi l’arrivo di questi influencer giustizieri che lucrano sui follower costruendo presunte campagne antidegrado ma evitando di sottolineare che il vero degrado di Venezia sono la turistificazione di massa, il proliferare incontrollato di B&B e alberghi, la mancanza di case e di servizi per i cittadini costretti a migrare in terraferma - spiega Stella Faye, portavoce del Morion -. Per questo vogliamo ribadire che Venezia, ieri come oggi, è antifascista e che sempre ai nostri posti ci troveranno”.

I manifestati si sono ritrovati alle 17 nel piazzale della stazione per raggiungere in corteo il luogo dell’aggressione, campo San Bartolomeo, ed appendere uno striscione sul ponte di Rialto. All’iniziativa ha aderito l’intero arcipelago associazionistico veneziano, compresi e i partiti del centro sinistra, dal Pd ad Avs. Il sindaco Simone Venturini si è limitato a un comunicato di due righe in cui ha deprecato “chi ricorre alla violenza ed utilizza i social per alimentare tensioni”, senza ulteriori specificazioni.

“Questa sorta di vigilantes che bizzarramente amano definirsi “influencer del decoro”, strumentalizzano il tema della sicurezza urbana, cercano lo scontro, lucrano visualizzazioni e monetizzano contenuti di stampo razzista - ha commentato la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella che a tale proposito ha inoltrato al ministro dell’Interno una formale interrogazione a risposta scritta - Non siamo di fronte a singole bravate ma ad una dinamica consolidata e pericolosa che fomenta odio e trasforma la fragilità sociale delle città in materiale da propaganda digitale xenofoba. Venezia, così come altre città italiane, non merita queste violente provocazioni da parte di soggetti riconducibili all’estrema destra”.

Violenza che non ha risparmiato le scuole del veneziano, elementari comprese, che la notte scorsa sono state tappezzate di manifesti offensivi contro la religione islamica e striscioni che invocavano la “remigrazione”. Scritte simili sono apparse anche nel parco Piraghetto dove la comunità bangladese si ritrova a pregare il venerdì. La manifestazione di ieri ha voluto essere una risposta anche a questa violenza che dalle parole finisce per tradursi in fatti concreti e pestaggi come quello subito dai ragazzi del Morion.