di Leonardo Bison
veneziatoday.it, 4 gennaio 2025
Lite sull’incarico non rinnovato all’avvocato Marco Foffano. Per il consigliere è stato vittima delle sue critiche all’assessore Venturini, che nega seccamente: “Polemica infondata, era la scadenza naturale”. Dal 24 dicembre Venezia ha una nuova garante dei detenuti: è Rita Bressani, sociologa, già consulente dell’ufficio regionale del Garante. Sostituisce l’avvocato Marco Foffano, nominato nel 2022. Ma l’avvicendamento sta facendo rumore: sia perché a comunicarlo non è stato il Comune di Venezia, ma un consigliere d’opposizione, sia perché l’incarico a Foffano poteva essere rinnovato fino alla fine del mandato del sindaco, come avvenuto con il garante precedente - in carica dal 2015 al 2020 - ma così non è stato.
L’accusa del consigliere dem - “Non posso che congratularmi con la neo nominata Rita Bressani, ringraziarla per essersi messa a disposizione per questo ruolo di grande importanza che viene peraltro ricoperto a titolo gratuito e augurarle un buono svolgimento dell’incarico, che, visto il suo curriculum e la conoscenza della materia, penso proprio porterà avanti al meglio” ha scritto Paolo Ticozzi, consigliere comunale del Partito Democratico, in una nota. Ma, prosegue il consigliere, “non si può non notare però che la nuova nomina effettuata dal sindaco, pur essendo stata pubblicata all’albo pretorio, non sia stata divulgata dall’ufficio stampa del comune dandole la giusta visibilità: nemmeno un comunicato rivolto ai giornali. E per chi è un attimo addentro non ci vuole molto per indovinare il perché” è l’accusa di Ticozzi.
Secondo l’esponente dem l’avvicendamento sarebbe dovuto al fatto che “l’avvocato Marco Foffano, si è permesso di esprimere il suo disaccordo verso alcune affermazioni dell’assessore al sociale Simone Venturini” e il sindaco quindi avrebbe “colto l’occasione per defenestrarlo dopo soli due anni di servizio”. Il riferimento è a una lite a mezzo stampa, nell’ottobre 2024, riguardo una proposta di Ticozzi sull’utilizzo di una quota di edilizia pubblica per consentire ad alcuni detenuti a fine pena di avere un alloggio in cui risiedere, proposta censurata da Venturini. “La contiguità temporale fra le critiche del Garante dei diritti dei detenuti rivolte all’assessore Venturini, e la sostituzione del primo da parte dell’assessore, è del tutto evidente. Si tratta di censura nei confronti dell’ex garante da parte di una amministrazione comunale che non tollera critiche e dissenso” rincara Samuele Vianello, segretario dei Radicali di Venezia.
“Il garante era in scadenza”: per Ca’ Farsetti nessun caso - Accuse rimandate al mittente da Ca’ Farsetti e dall’assessore Simone Venturini stesso, che peraltro, sottolinea, non è responsabile del procedimento (spetta agli uffici del sindaco). “Con il garante abbiamo lavorato bene e a lui va la mia stima e il mio ringraziamento per il lavoro svolto. Ci siamo incontrati anche recentemente” spiega Venturini. La scadenza della nomina a fine 2024 era quella naturale, ribadisce l’assessore. E in effetti, la raccolta di candidature per un nuovo garante risale a giugno 2024, ben prima di quella lite, e l’incarico di Foffano, annuale e rinnovato nel 2023, scadeva a fine 2024.
Va detto però che la durata dell’incarico prima dell’era di Luigi Brugnaro era pari alla durata del mandato del sindaco, ma ora è diventata annuale eventualmente rinnovabile, comunque “non oltre la durata del mandato del Sindaco”, come recitava la nomina di Foffano nel 2022, e anche la nomina della nuova Garante. Una condizione che non può che alimentare dubbi sui fatti intercorsi tra l’assessorato e il garante che, già certo che si stesse cercando un sostituto, ha sollevato critiche inedite verso l’assessore.
Il commento dell’ex garante Marco Foffano
Raggiunto telefonicamente, l’ormai ex garante Marco Foffano fa intendere che qualcosa sia andato storto, con pochi rapporti e incontri intercorsi con l’amministrazione nei due anni, ma sceglie di porre solo una domanda: “Onde garantire l’autonomia e l’indipendenza del ruolo, che senso ha riaprire di anno in anno il bando? L’indipendenza non va solo garantita nei fatti, va anche garantita anche la sua parvenza pubblica”. E poi aggiunge, come chiosa: “Io faccio di mestiere non il politico ma l’avvocato, se la coerenza è diventata una merce rara, sarò, non so, un cavaliere dell’utopia, che le devo dire”. Ma per la giunta, la polemica è del tutto infondata.









