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di Nicola Munaro


Il Gazzettino, 14 settembre 2019

 

Sovraffollamento, problema cronico: 245 detenuti per una capienza di appena 160 posti. Numeri scarsi, orari di lavoro quasi raddoppiati, cinque mila ore di straordinari non pagati da inizio 2019 a oggi. E ancora divise tecniche per affrontare il servizio in laguna assenti, così come deficitaria è la manutenzione sui mezzi acquatici tanto che cinque imbarcazioni sono da tempo ferme ai box perché mancano i fondi per rimetterle a nuovo.

Questa è la fotografia scattata ieri mattina dall'Uspp, l'unione dei sindacati della polizia penitenziaria, che ha visitato la casa circondariale di Santa Maria Maggiore. Obiettivo: evidenziare le (tante) pagine nere, applaudire le (poche) pagine bianche e immagazzinare tutti i dati da far arrivare poi al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e alla Direzione dell'Amministrazione Penitenziaria per denunciare la situazione del carcere di Venezia "per cui servirebbe una specificità. A Venezia tutto è più complicato e tutto costa di più, anche in termini di servizi", chiarisce Giuseppe Moretti, presidente dell'Uspp.

I numeri sono quelli che danno lo spaccato migliore di quella che lo stesso Dap considera una "sede disagiata". A Santa Maria Maggiore ci sono 174 agenti in servizio e ne servirebbero almeno 40 in più. I detenuti sono 245, ma i posti sono 160: il saldo è +75. "Senza contare che questa struttura come carcere di sede di Corte d'Appello vede circa 500 ingressi e uscite all'anno: il volume di passaggio è ben maggiore rispetto alla numero dei detenuti stanziali" fa presente ancora Moretti. Capitolo dolente, le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria.

"Da contratto sono sei ore che vengono aumentate a otto con uno straordinario organico - denuncia Leo Angiulli, segretario regionale Uspp - ma ci sono stati casi, non poi così isolati, in cui gli agenti hanno lavorato per dodici ore di fila. E per quanto riguarda gli straordinari, non sono pagati. Da inizio anno l'amministrazione è già indietro di 5 mila ore". Sul banco degli imputati anche le condizioni della caserma di alloggio del personale. Così il segretario provinciale Umberto Carrano: "Si va facilmente in overbooking e ci sono agenti costretti a dormire fuori Venezia. Per loro poi si presenta il problema di dove parcheggiare per arrivare a lavoro. C'è da considerare che gli accasermati servono, sono i primi a entrare in azione nelle emergenze". Tra i nodi da risolvere al carcere di Venezia, anche la mancanza di di un comandante di reparto che viene coperta da un inviato di Roma "che cambia ogni sei mesi", segnala ancora Moretti.

Oltre alle imbarcazioni ferme perché non ci sono i fondi, altre non vengono manutenute per lo stesso motivo. "Servono investimenti in uomini e mezzi - conclude il presidente Uspp. Lo chiedono anche i nuovi regolamenti a livello europeo che sottolineano come i detenuti debbano essere più liberi dentro al carcere. Per far sì che succeda, ecco la necessità di avere maggiori agenti. Anche per sedare le aggressioni: in quest'anno ce ne sono già state diverse".