sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Anna Maselli

Corriere della Sera, 11 agosto 2025

L’operatore umanitario è in prigione dal 15 novembre del 2024. L’appello di chi lo conosce: “Tanti auguri Alberto, ti aspettiamo a casa”. Un compleanno diverso, amaro, senza sorrisi e candeline. Oggi, 10 agosto, Alberto Trentini compie 46 anni. L’operatore umanitario originario del Lido di Venezia, rinchiuso da 270 giorni nelle carceri venezuelane, non festeggerà con i genitori Armanda ed Ezio, con i parenti e gli amici che da quasi nove mesi promuovono una campagna di solidarietà per chiedere il suo ritorno a casa. Non si sa se lo dirà a qualche suo compagno di cella, se qualcuno gli farà gli auguri, se riuscirà per qualche minuto a trovare sollievo nonostante le terribili condizioni in cui versano i detenuti del Rodeo I (nello stato di Miranda, a 30 chilometri da Caracas). Di certo la distanza oggi si fa ancora più insopportabile.

Le due telefonate e le pastiglie - Da quando, il 15 novembre 2024, è stato arrestato assieme al suo autista Rafael Ubiel Hernandez Machado nei pressi di Guasdualito, città al confine con la Colombia, ci sono stati alcuni piccoli passi in avanti: innanzitutto le due telefonate concesse alla famiglia, la prima a maggio dopo sei mesi di assordante silenzio, la seconda a fine luglio, in cui Trentini ha ribadito di trovarsi in buone condizioni di salute, di assumere regolarmente i farmaci (soffre di pressione alta) e di essere preoccupato per i genitori, per il papà che sta poco bene. La novità più recente è però la nomina di Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani nel mondo, come inviato speciale della Farnesina a Caracas, con l’obiettivo di sollecitare la liberazione di Alberto e di altri detenuti di origine italiana.

“Stiamo facendo tutto il possibile” - La prima missione esplorativa in Venezuela però è stata rinviata in quanto a Vignali non è stato concesso di entrare nel Paese: “Abbiamo mandato in un inviato che era gradito anche alla famiglia ma è il governo venezuelano a decidere se fare avere un colloquio o no”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, interpellato sulla vicenda. “Stiamo cercando di fare tutto il possibile, non è così semplice”. Ciò non significa che la trattativa sia naufragata: il dialogo prosegue seppur a fatica perché il Governo italiano (come pure l’Unione europea) non riconosce quello del presidente Nicolás Maduro dopo le contestate elezioni del 28 luglio 2024.

Cooperante esperto - Trentini è un cooperante esperto, ha alle spalle 20 anni di missioni in giro per il mondo. Dopo la laurea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia ha proseguito gli studi all’estero, specializzandosi in assistenza umanitaria. In Inghilterra ha conseguito un master in ingegneria delle acque e della salute, che lo ha portato a operare in Sud America, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano, ricoprendo anche incarichi importanti per diverse organizzazioni. L’ultima è la ong Humanity & Inclusion con cui è volato in Venezuela, per portare aiuti ai più fragili e alle persone con disabilità.

L’accusa: “Terrorismo e cospirazione” - Trentini non ha fatto nulla, non c’entra niente con i dissidenti che contestano il regime di Maduro eppure è stato arrestato con la generica accusa di “terrorismo e cospirazione”. In quasi nove mesi non ha mai ricevuto la visita di un ambasciatore o di un avvocato e oggi, nel giorno del suo compleanno, gli amici lanciano un pensiero e un appello: “Buon compleanno Alberto, ti aspettiamo a casa. Sei nei nostri pensieri, non sei solo”.