sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Gennaro Grimolizzi

Il Dubbio, 10 gennaio 2026

I familiari degli oppositori politici venezuelani e dei detenuti usati come pedine di scambio da Caracas hanno vissuto l’intera giornata di ieri in una condizione di trepidazione e prudenza. Il giusto approccio per smorzare ogni facile entusiasmo ed evitare di trovarsi di fronte a cattive sorprese. Alcuni apparati del regime guidato dal deposto presidente Nicolás Maduro, che per anni ha calpestato la libertà e la democrazia, sono ancora in attività. Pertanto, è meglio non fidarsi troppo nonostante le dichiarazioni del presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, che ha annunciato la liberazione degli ostaggi - senza indicare il numero preciso -, definendola un “gesto di pace” per promuovere la convivenza nazionale.

La notizia del rilascio di Alberto Trentini, nel momento in cui andiamo in stampa, non è stata ancora diffusa. Per molte ore davanti alle prigioni El Helicoide (sede del Sebin, il servizio di intelligence nazionale bolivariano) e Rodeo 1 (dove è rinchiuso Trentini da oltre 400 giorni) decine di familiari dei prigionieri politici hanno atteso che le porte si aprissero. Hanno potuto riabbracciare i propri cari alcuni dissidenti e oppositori. Tra questi gli italiani Biagio Pilieri e l’imprenditore Luigi Gasperin. Pilieri, giornalista di 60 anni, è stato rinchiuso nell’Helicoide il 28 agosto 2024 con l’accusa di terrorismo e tradimento della patria. Impegnato in politica, si è battuto negli ultimi anni per denunciare la censura applicata da Chavez e da Maduro con la chiusura degli organi di informazione indipendenti. Pilieri è stato il leader del partito “Convergenza”, fondato nel 1993. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto che la scarcerazione di Pilieri è “l’ennesima vittoria diplomatica dell’Italia”. “Un lavoro costante e silenzioso - ha scritto il responsabile della Farnesina in un post su X - sempre a tutela dei nostri concittadini. Oggi è un bel giorno per la famiglia e gli amici di Biagio. Un segnale positivo dalla presidente Delcy Rodrìguez. Continuiamo a lavorare per la liberazione di tutti gli altri prigionieri italiani”. I detenuti, nostri connazionali, dietro le sbarre in Venezuela sono 28.

Ha lasciato l’Helicoide Enrique Márquez, ex candidato alla presidenza venezuelana. Il suo arresto risale al 7 gennaio di un annofa, quando l’esponente politico contestò la vittoria attribuita a Nicolás Maduro dal Consiglio elettorale nazionale (Cne), senza la pubblicazione dei risultati delle elezioni del 28 luglio 2024, così come previsto dalla legge. Una critica pagata cara con l’arresto.

Dall’Helicoide è uscito giovedì notte l’avvocato ed ex giudice della Corte Suprema di giustizia, Alejandro Rebolledo, arrestato il 19 novembre 2024. Per circa dieci mesi i familiari non hanno avuto notizie sulla sorte del giurista. Del caso Robolledo si è occupato il Parlamento europeo con l’intervento della presidente Roberta Metsola. È finalmente libera pure l’avvocata con passaporto spagnolo Rocío San Miguel, da sempre impegnata nella difesa diritti umani. L’arresto di San Miguel risale al febbraio 2024; è stata rinchiusa nel carcere Rodeo 1. Le sue condizioni sono buone, come ha confermato l’avvocato Theresly Malave. “Rocío è ora libera, la sua salute è stabile e sta bene”, ha detto il legale all’Afp. Ieri San Miguel è rientrata in Spagna con altri quattro connazionali liberati giovedì.

Il carcere di Caracas Helicoide è il simbolo di un sogno tradito e di un Paese caduto in disgrazia, che tenterà di risollevarsi. La mega struttura, situata nel centro della capitale venezuelana, concepita originariamente come centro commerciale negli anni Cinquanta del secolo scorso, è considerata un vero e proprio inferno sulla Terra. Dal 1984 è la sede dell’agenzia di intelligence venezuelana e il luogo in cui vengono rinchiusi e puniti gli oppositori e i dissidenti. Trump ha definito la struttura una “camera di tortura nel cuore di Caracas” e ha affermato che la sua chiusura fa parte degli sforzi per porre fine a decenni di abusi contro i prigionieri politici sotto il regime chavista. Tra gli ospiti dell’Helicoide anche l’avvocato Perkins Rocha (si veda Il Dubbio del 1 settembre 2024), consigliere giuridico della leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado. Mentre scriviamo, la liberazione di Rocha non è stata ancora ufficializzata. L’avvocato di Caracas è stato incriminato per “tradimento della patria”, “terrorismo”, “associazione a delinquere”, “cospirazione” e “incitazione all’odio”. La lettura dei capi di imputazione, secondo quanto riferito dai media locali nell’estate del 2024, è avvenuta senza la possibilità di nominare un difensore di fiducia. La moglie di Rocha, Maria Costanza Cipriani, contattata dal Dubbio tre giorni fa non ha nascosto ottimismo sulla liberazione di un numero significativo di oppositori, compreso il marito. “La fiducia - ha detto Cipriani - è tanta e spero che Perkins possa abbracciare presto me e i nostri figli. Dopo la caduta di Maduro, la transizione sarà molto complessa. Occorre avere in questa fase tanta lucidità e, se necessario, ingoiare qualche rospo. Abbiamo aspettato più di venticinque anni per riassaporare la libertà. Possiamo essere ancora un po’ pazienti, prima di assistere alla definitiva affermazione dei valori di uguaglianza e democrazia che stanno a cuore della maggioranza dei venezuelani”. Sul processo a carico dell’ex presidente Nicolás Maduro, Cipriani ha fatto un parallelismo con la vicenda di Perkins Rocha: “Maduro si potrà difendere davanti alla Corte distrettuale di New York, a mio marito invece è stato completamente negato il diritto di difesa”.