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Agi, 21 febbraio 2015

 

In Venezuela è stato convalidato l'arresto del sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, incriminato da un magistrato per "cospirazione e associazione" in attività sovversiva per il presunto coinvolgimento in un piano golpista sostenuto dagli Stati Uniti. Il 59enne oppositore del presidente Nicolas Maduro, rieletto nel 2013, è stato rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, nella periferia della capitale, dove da un anno esatto è detenuto Leopoldo Lopez, un altro leader del movimento anti-chavista.

Ledezma era stato arrestato venerdì con uno spettacolare blitz in cui gli agenti avevano sfondato la porte del suo ufficio e sparato in aria. L'arresto giunge a un anno dall'inizio delle proteste dell'opposizione che chiedevano le dimissioni di Maduro, il successore del defunto presidente socialista Hugo Chavez, che innescarono scontri e la morte di 43 persone e che portarono all'arresto di Lopez.

La popolarità di Maduro è scesa al 20% a causa della crisi che attanaglia il Paese sudamericano dove scarseggiano i beni di prima necessità e l'inflazione è alle stelle. Gli Stati Uniti, che di recente hanno approvato un altro pacchetto di sanzioni contro funzionari del governo venezuelano, si sono detti "profondamente preoccupati per il clima di crescente intimidazione contro gli oppositori", come ha sottolineato l'assistente del Segretario di Stato Roberta Jacobson. "L'unico modo per risolvere i problemi del Venezuela", ha ribadito, "è il dialogo tra i venezuelani e non il tentativo di mettere a tacere le critiche".